Pubblicato da: scudieroJons | ottobre 10, 2009

La dama di Shalott

La donna del poema di Tennyson vive in una torre sull’isola di Shalott, in un fiume vicino a Camelot. Essa è vittima di una maledizione: E’ destinata a morire non appena avrà  guardato verso Camelot. Così guarda all’esterno attraverso uno specchio, e tesse ciò che vede in una tela magica. Sebbene sia tentata dall’osservare la vita reale che c’è fuori dalla sua finestra, sa che se lo facesse andrebbe incontro alla morte. Un giorno, attraverso il suo specchio, vede Lancillotto, mentre cavalca sotto la torre cantando, e capisce quanto sia stanca della sua esistenza, destinata com’è a guardare il mondo eternamente attraverso ombre e riflessi…

Ma perché ci interessiamo di queste favole? Che rapporto hanno con la vita di oggi?

Forse un rapporto c’è.

Oggi in ogni donna moderna che vive la sua vita quotidianamente impegnata nel suo lavoro, la cura dei figli, il marito, la casa, c’è una dama di Shalott. Essa prende vita quando questa donna si siede davanti al monitor del suo pc, e inizia a guardare il mondo attraverso quella superficie trasparente, così simile a uno specchio magico.

In quel rettangolo colorato essa osserva il passaggio di antichi cavalieri ricoperti di ferro, il volto nascosto dalla celata dell’elmo, che cantano canzoni d’amore.

Alcuni di essi portano con orgoglio le insegne di una dama, altri dicono di soffrire per la crudeltà  di una donna, e questa moderna dama si accende di passione per uno di loro. Lo vorrebbe consolare delle pene sofferte, vorrebbe alzare la celata per guardare i suoi occhi, vorrebbe chiedergli il suo nome, per ricamarlo assieme al proprio su un nastro di seta da portare sul campo di battaglia. Sapendo tuttavia che ciò è impossibile.

.


Nella fiaba, la dama di Shalott cede alla tentazione e guarda direttamente fuori per seguire con lo sguardo il cavaliere, e i suoi occhi si affissano su Camelot.

Allora accade un prodigio: la tela che stava tessendo vola fuori dalla finestra, lo specchio si crepa da parte a parte. “La maledizione è giunta su di me”, urla.

A questo punto lascia affannata la torre,

trova una barca e sulla sua prora scrive il suo nome, e si lascia trasportare verso Camelot lungo il fiume, cantando una canzone triste, e mentre canta si spegne a poco a poco.
Arriva a Camelot già preda del freddo della morte.

Tra i cavalieri e le dame che la vedono c’è Lancillotto, che recita commosso il suo epitaffio: “Costei ha un viso grazioso; Dio nella sua misericordia le conceda la pace”.

.

Alfred Tennyson

.

On either side of the river lie
Long fields of barley and of rye,
That clothe the wold and meet the sky;
And thro’ the field the road run by
To many-towered Camelot;
And up and down the people go,
Gazing where the lilies blow
Round an island there below,
The island of Shalott.

Willows whiten, aspens quiver,
Little breezes dusk and shiver
Thro’ the wave that runs for ever
By the island in the river
Flowing down to Camelot.
Four grey walls, and four grey towers,
Overlook a space of flowers,
And the silent isle imbowers
The Lady of Shalott.

Only reapers, reaping early,
In among the bearded barley
Hear a song that echoes cheerly
From the river winding clearly
Down to tower’d Camelot;
And by the moon the reaper weary,
Piling sheaves in uplands airy,
Listening, whispers “‘tis the fairy
The Lady of Shalott.”

There she weaves by night and day
A magic web with colours gay,
She has heard a whisper say,
A curse is on her if she stay
To look down to Camelot.
She knows not what the curse may be,
And so she weaveth steadily,
And little other care hath she,
The Lady of Shalott.

And moving through a mirror clear
That hangs before her all the year,
Shadows of the world appear.
There she sees the highway near
Winding down to Camelot;
And sometimes thro’ the mirror blue
The Knights come riding two and two.
She hath no loyal Knight and true,
The Lady Of Shalott.

But in her web she still delights
To weave the mirror’s magic sights,
For often thro’ the silent nights
A funeral, with plumes and lights
And music, went to Camelot;
Or when the Moon was overhead,
Came two young lovers lately wed.
“I am half sick of shadows,” said
The Lady Of Shalott.

A bow-shot from her bower-eaves,
He rode between the barley sheaves,
The sun came dazzling thro’ the leaves,
And flamed upon the brazen greaves
Of bold Sir Lancelot.
A red-cross knight for ever kneel’d
To a lady in his shield,
That sparkled on the yellow field,
Beside remote Shalott.

His broad clear brow in sunlight glow’d;
On burnish’d hooves his war-horse trode;
From underneath his helmet flow’d
His coal-black curls as on he rode,
As he rode back to Camelot.
From the bank and from the river
he flashed into the crystal mirror,
“Tirra Lirra,” by the river
Sang Sir Lancelot.

She left the web, she left the loom,
She made three paces thro’ the room,
She saw the water-lily bloom,
She saw the helmet and the plume,
She looked down to Camelot.
Out flew the web and floated wide;
The mirror cracked from side to side;
“The curse is come upon me,” cried
The Lady of Shalott.

In the stormy east-wind straining,
The pale yellow woods were waning,
The broad stream in his banks complaining.
Heavily the low sky raining
Over towered Camelot;
Down she came and found a boat
Beneath a willow left afloat,
And round about the prow she wrote
The Lady of Shalott

And down the river’s dim expanse
Like some bold seer in a trance,
Seeing all his own mischance –
With a glassy countenance
Did she look to Camelot.
And at the closing of the day
She loosed the chain and down she lay;
The broad stream bore her far away,
The Lady of Shalott.

Heard a carol, mournful, holy,
Chanted loudly, chanted lowly,
Till her blood was frozen slowly,
And her eyes were darkened wholly,
Turn’d to towered Camelot.
For ere she reach’d upon the tide
The first house by the water-side,
Singing in her song she died,
The Lady of Shalott.

Under tower and balcony,
By garden-wall and gallery,
A gleaming shape she floated by,
Dead-pale between the houses high,
Silent into Camelot.
Out upon the wharfs they came,
Knight and Burgher, Lord and Dame,
And round the prow they read her name,
The Lady of Shalott.

Who is this? And what is here?
And in the lighted palace near
Died the sound of royal cheer;
And they crossed themselves for fear,
All the Knights at Camelot;
But Lancelot mused a little space
He said, “She has a lovely face;
God in his mercy lend her grace,
The Lady of Shalott.”

barca

TRADUZIONE:

Lungo entrambe le rive del fiume si stendono
vasti campi di orzo e segale
che coprono la brughiera fino a incontrare il cielo
e attraverso i campi corre la strada
verso la turrita Camelot;
E la gente va e viene,
guardando dove i gigli sbocciano
attorno all’isola, li sotto,
l’Isola di Shalott.

Salici impalliditi, pioppi tremuli,
Lievi brezze si oscurano e fremono
Nella corrente che scorre perpetua
intorno all’isola nel fiume,
fluendo verso Camelot.
Quattro mura grigie, quattro torri grige
Sovrastano un prato di fiori,
e l’isola silenziosa dimora
La Signora di Shalott.

Solo i mietitori, falciando mattinieri,
nell’orzo barbuto
odono una canzone che echeggia lietamente
dal fiume che limpido si snoda,
verso la turrita Camelot.
E sotto la luna lo stanco mietitore,
Ammucchiando covoni sull’arioso altipiano,
ascoltando sussurra “E’ la maga”
La signora di Shalott.

Lì intesse giorno e notte
una magica tela dai colori vivaci.
Ed aveva sentito una voce secondo cui
una maledizione l’avrebbe colpita
se avesse guardato verso Camelot.
Non sapeva quale fosse la maledizione.
E così tesseva assiduamente,
ed altre preoccupazioni non aveva,
la Signora di Shalott.

E muovendosi attraverso uno specchio limpido
appeso di fronte a lei tutto l’anno,
ombre del mondo appaiono.
Lì vede la vicina strada maestra
snodarsi verso Camelot;
Ed a volte attraverso lo specchio azzurro
i Cavalieri giungono cavalcando a due a due
Lei non ha alcun Cavaliere leale e fedele,
la Signora di Shalott.

Ma con la tela ancor si diletta
ad intessere le magiche immagini dello specchio,
perchè spesso attraverso le notti silenti
Un funerale con pennacchi e luci
e musica andava a Camelot;
O quando la luna era alta,
venivano due innamorati sposati di recente.
“Mi sto stancando delle ombre” disse
la Signora di Shalott.

A un tiro d’arco dal cornicione della sua dimora,
Lui cavalcò fra tra i mannelli d’orzo.
Il sole giunse abbagliante fra le foglie ,
e splendente sui gambali di ottone
del coraggioso Sir Lancelot.
Un cavaliere con la croce rossa perpetuamente inginocchiato
ad una dama nel suo scudo,
che scintillò sul campo giallo,
Presso la remota Shalott.

La sua fronte ampia e chiara scintillò al sole;
con zoccoli bruniti il suo cavallo passava;
da sotto il suo elmo fluirono, mentre cavalcava,
i suoi riccioli neri come il carbone,
Mentre cavalcava verso Camelot.
Dalla riva e dal fiume
egli brillò nello specchio di cristallo,
“Tirra Lirra” presso il fiume
cantò Sir Lancelot.

Lasciò la tela, lasciò il telaio,
Fece tre passi nella stanza,
Vide le ninfee in fiore,
Vide l’elmo ed il pennacchio,
e guardò verso Camelot.
La tela volò via fluttuando spiegata;
lo specchio si spezzò da cima a fondo
“La maledizione mi ha colta” urlò
la Signora di Shalott.

Nel tempestoso vento dell’est che sferzava,
I boschi giallo pallido si indebolivano
L’ampio fiume nei suoi argini si lamentava.
dal cielo basso la pioggia scrosciava
sopra la turrita Camelot;
Lei discese e trovò una barca
galleggiante presso un salice,
E intorno alla prua scrisse
la Signora di Shalott.

Ed oltre la pallida estensione del fiume
come un audace veggente in estasi,
che contempli tutta la propria mala sorte –
con una espressione vitrea
Guardò verso Camelot.
E sul finir del giorno
Mollò gli ormeggi, e si distese:
l’ampio fiume la portò assai lontano,
la Signora di Shalott.

Si udì un inno triste, sacro
Cantato forte, cantato sommessamente
Finchè il suo sangue si freddò, lentamente
Ed i suoi occhi furono oscurati completamente,
volti alla turrita Camelot.
Prima che, portata dalla la corrente,
raggiungesse la prima casa lungo l’argine
Canticchiando il proprio canto morì
la Signora di Shalott.

Sotto la torre ed il balcone
vicino il muro del giardino e la loggia
lei galleggiò, figura splendente
Di un pallor mortale, tra le case alte
silente dentro Camelot.
Vennero sulla banchina
il cavaliere, il cittadino, il Signore e la Dama
E intorno alla prua lessero il suo nome
La Signora di Shalott.

Chi è? Che c’è qui?
Nel vicino palazzo illuminato
si spensero i regali applausi
e, per la paura, si segnarono
tutti i cavalieri di Camelot.
Ma Lancillotto riflettè per un po’
E disse “Ha un bel viso;
Dio nella sua misericordia le conceda la pace
La Signora di Shalott”.

barca2

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Responses

  1. "Lei non ha alcun Cavaliere leale e fedele, la Signora di Shalott".
    Mi sembra che oltre gli stress della vita antica (e moderna -come tu sottolinei  non a torto- Scudiero), forse potrebbe essere proprio questa assenza l’originedella sua rierca oltre le ombre. Ne convienni?

  2. @ SinuoSaStrega
    Sì, in effetti c’è una frase rivelatrice della dama: "Mi sto stancando delle ombre"
    Ma lei sa che la sua vista del mondo esterno è destinata a rimanere confinata a quello che riesce a vedere nello specchio.
    L’oscuro presagio della maledizione è subito confermato alla prima, modesta trasgressione.
    Molti personaggi mitologici hanno rinunciato a una modesta felicità per inseguire la felicità totale, risultando sempre puniti dal destino.

  3. Grazie del post, devo ripassare e leggerlo per intero, ma almeno adesso so a cosa si riferisce "Shalott".

    Volevo segnalarti questo:
    http://terra2.blogspot.com/2009/09/il-tristo-volatore.html
    perché l’ho trovato troppo divertente (guarda e capirai…)
    Tra l’altro l’autore del blog ha una antipatia per Berlusconi viva quanto la tua… Magari fate amicizia! 🙂

  4. Il disincanto è in agguato. Caspita che realismo spietato. C’è anche la rima, toh..
    E comunque sorrido alla frase finale di Lancillotto: "Ha un bel viso. Dio nella sua misericordia le conceda la pace".
    Un riconoscimento all’"innocenza" della donna, alla sua anima specchiata nel volto, nonostante la trasgressione (bello inteso come buono). Tuttavia, se letta senza riflettere, fa trasparire una certa assurda leggerezza; se fosse stato un brutto viso?? Meritava la dannazione eterna?
    Questi Cavalieri, alla fine, saranno così tanto nobili?
    S.

  5. Mi auguro che questo specchio di pixel non sia l’unica  effimera vita in cui si sentono vive. Per quel che riguarda i cavalieri, sta alle dame preservare scevri gli occhi dai fanciulleschi sogni, così da saper leggere attraverso lo specchio quale può essere il nome da ricamare sul nastro di seta… ma Jons si scrive con la J  

  6. Ti piace la musica di Loreena? Stupendoooooo

  7. @ incompiutamente
    Siamo d’accordo sul fatto che la vita reale è il quotidiano, e lo specchio-monitor la finestra su un mondo virtuale e onirico.
    L’importante è non dimenticarlo mai.
    Ciao : )

    @ SinuoSaStrega
    Anch’io sono rimasto colpito dalla calma virile (?!) con cui Lancillotto commenta la morte della dama. E non si è nemmeno sprecato nella scelta delle parole: (Aveva un bel faccino…)
    Con questa si chiude la trilogia delle ballate nordiche strappacuore: dopo un trovatore morto e un cavaliere segnato per la vita, ci sta bene anche un cavaliere indifferente. E poi, lui è di Ginevra.
    Ciao  : )

    @ LadyLongthorn
    Naturalmente le donne sanno che il mondo dentro lo specchio è virtuale, ma a volte si lasciano prendere dalla sindrome di Lois Lane, e vogliono sapere a tutti i costi il nome del cavaliere.
    Ciao : )

    @ annamariam
    Mi piace Loreena in quanto la trovo insostituibile per creare queste atmosfere di fiaba, e mi piace anche Enya in alcuni momenti, ma in genere ascolto altri generi di musica.
    Ciao : )

  8. Quella morte in fondo è una giusta morte. La sua vita sarebbe stata comunque confinata. Anche se effimera, la visione di un Amore, la porta a mollare gli ormeggi e cantare il proprio canto, la sua verità. Quante volte vorremmo morire anche noi per  un po’ di fuoco, calore, luce e fuggevole sottigliezza, anzichè seppellirsi nel grigiore e nelle ombre?
    S.

  9. Inchino, alla Signora di Shalott…..

  10. Mi sono emozionata, veramente! Considero il tuo blog semplicemente magnifico. Questo post in particolare mi ha fatto pensare ad una poesia di Herman Hesse

    Garofano

    Garofano rosso fiorisce in giardino,
    irradia profumi d’amore
    non vuole dormire, non vuole aspettare,
    un impulso, uno solo, ha il garofano:
    più in fretta, più ardente e selvaggio fiorire!

    E vedo una fiamma rifulgere viva,
    e il vento che ne attizza il rossore,
    e lei trema, lei palpita di desiderio,
    un impulso ha la fiamma, uno solo:
    più in fretta, più in fretta bruciare e finire!

    O tu nel mio sangue, nell’intimo mio,
    che vuole il tuo sogno, tu amore?
    non vuoi scorrere in piccole goccie,
    in fiumane, in schiumanti maree tu vuoi solo
    dissiparti,esaurirti, morire!

    Inoltre vorrei ringraziarti per l’attenzione e sensibilità che dimostri  verso il mondo"Donna".

  11. @ SinuoSaStrega
    La nostra immaginazione è rapita da personaggi che danno un calcio alla razionalità e si buttano a capofitto nell’avventura, bruciando in una fiammata. Non esisterebbe alcuna forma d’arte se non avesse personaggi simili da celebrare. Nella realtà l’evento straordinario è molto raro, e semplicemente ci sono finestre da dove non si vede passare mai nessuno.
    Ciao : )

    @ terradombra
    La Signora di Shalot merita il rispetto che si deve a chi ama senza calcoli o ripensamenti, ma un pensiero ammirato all’aplomb di sir Lancillotto non lo vogliamo dedicare?
    Ciao ; )

    @ tageta
    Grazie dei complimenti e per la bella poesia.
    L’attenzione al pianeta "Donna" è in parte dovuto alla preponderanza femminile che c’è in Splinder, unita anche a una certa supremazia culturale femminile.
    Naturalmente ho la mia parte di difetti dovuta ad un’educazione maschilista, ma cerco di correggermi, e soprattutto non considero le donne come "il più bel regalo che Dio abbia fatto agli uomini".
    L’evoluzione della specie umana, biologica e culturale, non è un regalo, è una conquista.
    Ciao : )

  12. Il difficile non è solamente lo scorgere qualcuno dalla finestra, a volte le persone e le occasioni passano ma noi non le vediamo o non siamo disponibili a guardarli con lo sguardo giusto.
    Ciao
    S.

  13. @ SinuoSaStrega
    Forse facciamo anche dei calcoli, per vedere se ci conviene…
    In una partita a scacchi si cerca di prevedere il maggior numero di mosse in anticipo, prima di fare una mossa decisiva, per valutarne le conseguenze. 
    Se si applica lo stesso comportamento nella vita, c’è il rischio concreto dell’immobilismo.
    Ciao : )

  14. …le leggende e i misteri hanno sempre accompagnato l’uomo nel suo cammino sulla terra. Se si tramandano di generazione in generazione è segno che hanno avuto qualche testimone.
    Non c’è nulla di bello, piacevole o grandioso nella vita che non sia più o meno misterioso.Non credi anche tu?
     I sentimenti più meravigliosi sono quelli che producono impressioni difficili da spiegare..(sic!)
    Grazie per le tue parole che ci raccontano le cose,che  ci orientano, ci rendono migliori o peggio, ci aprono o ci chiudono agli altri, ci aiutano a definire l’orizzonte nel quale viviamo  e che si discostano dal disagio di vivere in un’epoca dove la bellezza, la saggezza, l’armonia sembrano scomparse, per lasciar posto allo squallore, alla superficialità,, all’arrivismo. Come se il pensiero, oggi, fosse solo partorito dal più volgare dei reality show. …Solare giorno,scudierojons


    Il compimento è la fretta degli sciocchi,
    ma l’attesa l’elisir degli Dei.(cit)
     

  15. Tantissimi commenti, uno più interessante e stimolante dell’altro. Non avevo notato che la presenza femminile nei blog fosse superiore rispetto a quella maschile. Però, caspita, è vero!
    Più che alla ricerca di una realtà parallela allo specchio, penso che la nostra massiccia presenza sia dovuta da una parte ad una spiccata tendenza alla riflessione, dall’altra alla predisposizione nel parlarne e nel cercare un confronto. Sono pochi gli uomini disponibili a mettersi in discussione pubblicamente. ScudieroJons escluso!

  16. @ ElisinoB
    Grazie, ma sono tentato di dire, alla maniera di Oscar Wilde, che se si continua a parlare bene di me, si finirà per rovinarmi la reputazione…
    Ciao : )

  17. non conoscevo questa Dama..
    scudiero ne sai una più del diavolo.. e a quanto pare insieme al tuo signore devi averne consciute parecchie di dame per parlarci spesso di loro
    un caro saluto 

  18. @ albafucens
    Il viaggio di ritorno dalla crociata è stato lungo e ci ha portato per tutte le corti d’Europa. Poichè il mio signore è uomo d’arme e non di lettere sono io che gli faccio da segretario galante e così ho dovuto imparare tutti i trucchi.
    Ciao : )


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