Pubblicato da: scudieroJons | settembre 20, 2009

Bacerò la tua bocca, Iokanaan

Ah! tu non hai voluto lasciarmi baciare la tua bocca, Iokanaan. Ebbene, adesso la bacerò! La morderò coi miei denti come si morde un frutto maturo. Sì, bacerò la tua bocca, Iokanaan.
Te l’avevo detto, non è vero? Te l’avevo detto. Ecco! Io la bacerò adesso… Ma perché non mi guardi, Iokanaan? I tuoi occhi che erano così terribili, che erano così gonfi di collera e di disprezzo, ora sono chiusi. Perché sono chiusi? Apri gli occhi!
Solleva le palpebre, Iokanaan. Perché non mi guardi?
Hai dunque paura di me, Iokanaan, che non vuoi guardarmi?…
E la lingua, che, come un rosso serpente, dardeggiava veleni, non si muove più; non dice nulla, ora, Iokanaan, questa vipera rossa che ha vomitato su di me il veleno.  È strano, non è vero?  Come mai la vipera rossa non si agita più?
Tu non hai voluto saperne di me, Iokanaan.  Mi hai rifiutata.  Mi hai detto cose infami.  Mi hai trattato come una cortigiana, come una prostituta, me, Salomè, figlia di Erodiade, principessa di Giudea!  Ebbene, Iokanaan, io vivo ancora, ma tu sei morto e la tua testa è cosa mia. Ne posso fare ciò che voglio. Posso gettarla ai cani e agli uccelli dell’aria.  Ciò che avanzeranno i cani lo divoreranno gli uccelli dell’aria…  Ah! Iokanaan, Iokanaan, sei stato l’unico uomo ch’io abbia amato. Tutti gli altri uomini mi nauseano. Ma tu, tu eri bello.
Il tuo corpo era una colonna d’avorio su un piedistallo d’argento. Era un giardino pieno di colombe e di gigli d’argento.  Era una torre d’argento ornata di scudi d’avorio. Non c’era nulla al mondo bianco come il tuo corpo.  Non c’era nulla al mondo nero come i tuoi capelli.  Nel mondo intero nulla era rosso come la tua bocca.  La tua voce era un incensiere che spandeva strani profumi, e quando io ti guardavo udivo una musica strana!
Ah! Perché non mi hai guardata, Iokanaan?
Tu hai nascosto il volto dietro le mani e le bestemmie.  Hai messo sopra gli occhi la benda di colui che vuol vedere il suo Dio.  Ebbene, tu l’hai visto il tuo Dio, Iokanaan, ma me, me… non mi hai visto mai.  Se tu mi avessi vista, mi avresti amato.  Io, io ti ho veduto, Iokanaan, e ti ho amato.  Oh! Come ti ho amato!  E ti amo ancora.
Non amo che te…  Ho sete della tua bellezza. Ho fame del tuo corpo. E né il vino né la frutta potranno saziare il mio desiderio.  Che farò, adesso, Iokanaan?  Né i fiumi, né gli oceani potranno spegnere la mia passione.
Io ero una principessa, e tu mi hai rifiutata.  Io ero una vergine, e tu hai distrutto la mia verginità.  Io ero casta, e tu mi hai riempito le vene di fuoco…  Ah! Ah! Perché non mi hai guardato, Iokanaan?  Se tu mi avessi guardato, mi avresti amato.  Lo so bene che mi avresti amato, e il mistero dell’amore è più grande del mistero della morte. Non bisogna guardare che all’amore.

.

da Salomè di Oscar Wilde

 Erode: E’ mostruosa,  tua figlia, è davvero mostruosa. E ciò che ha fatto è un delitto immenso. E’ un delitto contro un Dio sconosciuto, ne sono sicuro.
Erodiade: Io approvo ciò che ha fatto mia figlia, e voglio rimanere qui, ora.
Erode: (
alzandosi) Ah! parla la sposa incestuosa! Vieni! Non voglio restare qui. Vieni, ho detto. Sono sicuro che sta per accadere una disgrazia. Manasse, Issachar, Ozias, spegnete le torce. Non voglio guardare nulla. Non voglio che niente mi guardi. Spegnete le torce. Nascondete la luna! Nascondete le stelle! Nascondiamoci nel nostro palazzo, Erodiade. Comincio ad avere paura.
La voce di Salomè: Ah! ho baciato la tua bocca Iokanaan, ho baciato la tua bocca. C’era un acre sapore di sangue sulle tue labbra. Era forse il sapore del sangue?… Ma, può darsi, è il sapore dell’amore. Si dice che l’amore abbia un sapore acre… Ma che importa? Che importa? Io ho baciato la tua bocca, Iokanaan, ho baciato la tua bocca.
Un raggio di luna cade su Salomè e la illumina.

Erode: (voltandosi e vedendo Salomè) Uccidete quella donna!
I soldati si lanciano e schiacciano sotto gli scudi Salomè, figlia di Erodiade, principessa di Giudea.

salome

Oscar Wilde

Salomè
introduzione di Alberto Arbasino illustarzioni di Aubrey Beardsley

Bur
1974

Belles Dames Sans Merci e morti profumate alla tuberosa o al mughetto si prendono una cospicua rivincita proprio nella Salomè, ghiottissimo e completissimo menu della cucina decadentistica dell’intera Bisanzio anglofrancese. C’è tutto, in questo fornitissimo superbazaar! L’estetica dei gioielli falsi da Pensione Sorriso e delle pietre semi-preziose che « menano gramo », dall’occhio di tigre alla giacintea sardonica; la notte orientale indolente nel palazzo del tetrarca lascivo; il profeta emaciato e sexy, di esagerata pelosità; le malcelate erezioni di sentinelle e di guardie, che continuano sbadatamente a. ripetere « che orgasmo! »; la Divina come capricciosa bambinaccia Art Nouveau, e la Donna Fatale quale “summa” di antichissime Poppee e Messaline archetipiche, nonché « di mamme (così) ce n’è una sola »! E via gigli, rose, incesti, draghi, antri, avelli, cisterne, tenebre, serpi! E avanti con idoli, chiome, Sodome, unguenti, pomate, incensi, Assiri, Caldei, e melograni! Né si lesini in cammellieri, basilischi, balaustrate sul parco, néttari mesciuti, pomi morsicati, labbra violacee, carni verdoline, teste mozzate in bacili d’argento, statue d’avorio su argentei piedi! E su le fiaccole, e giù i carnefici, e mi raccomando la teologia del Profeta Elia: o Folies Bergère, o non gioco più!    

ALBERTO ARBASINO

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Responses

  1. Bello questo spezzone da Salomè. Quante di noi hanno sentito l’amore esattamente in questo modo e come Oscar Wilde ha saputo descriverlo così magistralmente. A volte ciò che proviamo ci sembra talmente sublime da chiederci dove possa disperdersi tutto questo sentimento e come mai gli occhi amati non lo sanno vedere.

  2. Molto bello.
    .. il mistero dell’amore è più grande del mistero della morte.
    è vero l’amore è un mistero che non sempre si svela a noi.
    ciao

  3. diavolo! .. amore-odio-amore..
    un post che rimescola il sangue!
    pericoloso.. me ne vado subito 🙂
    ciao

  4. Oscar Wilde il mio amore segreto.

  5. @ Tageta, albafucens, giovanotta
    Non dimentichiamoci che la stessa giovinetta che si dispera per non aver avuto l’amore di Giovanni, poco prima aveva corrotto il capitano delle guardie, chiedendogli di vedere il prigioniero, di cui sentiva solo la potente voce.
    “Principessa, io non posso, non posso.” aveva cercato di resistere il giovane siriaco, innamorato di Salomè, ma lei lo aveva incalzato:
    “Tu farai questo per me, Narraboth. Tu sai che vorrai fare questo per me. E domani quand’io passerò nella mia portantina sul ponte dei commercianti di idoli, guarderò a te attraverso i veli di mussola; guarderò a te, Narraboth, forse sorriderò per te. Guardami, Narraboth, guardami. Ah! tu sai che vorrai fare ciò che io ti chiedo. Tu lo sai… io so che tu vorrai far questo.”
    Il capitano fa uscire Giovanni dalla cisterna dove era rinchiuso e Salomè se ne innamora appena lo vede, e inizia a dire: “È la tua bocca ch’io desidero, Iokanaan. La tua bocca è come una traccia di scarlatto sopra una torre d’avorio. È come una melagrana tagliata in due da un coltello d’avorio. I fiori di melograno che crescono in boccio nei giardini di Tiro, e son più rossi delle rose, non sono così rossi. Gli squilli rossi delle trombe che dichiarano la venuta dei re, e fanno pauroso il nemico, non sono così rossi. La tua bocca è rossa più che i piedi di coloro che stillano il vino nei tini pestati. È rossa più dell’ugola delle colombe che abitano i templi e prendono il cibo dai sacerdoti. È rossa più che i piedi di quegli che torna d’una foresta dove ha ucciso il leone e veduto le tigri dorate. La tua bocca è come un ramo del corallo che i pescatori hanno trovato nel crepuscolo del mare, il corallo ch’essi serbano per i re!… È come il cinabro che i Moabiti trovano nelle cave di Moab, il cinabro che i re prendono da essi. È come l’arco dei re dei Persiani; ch’è colorato di cinabro, ed è ornato di corallo. Nulla v’è al mondo così rosso come la tua bocca … Concedi ch’io baci la tua bocca.”
    Il Battista risponde: ” Mai! figlia di Babilonia! Figlia di Sodoma! mai!…”
    Ma Salomè insiste: “Io voglio baciare la tua bocca, Iokanaan. Io voglio baciare la tua bocca.” E continua anche dopo che il capitano della guardia si è ucciso davanti a lei, per l’amore non corrisposto.
    E così in una sola serata la figlia di Erodiade rovina tre uomini, il giovane siriaco, Giovanni il Battista ed Erode Antipa.
    Naturalmente è solo finzione letteraria, perchè nella realtà queste cose non succedono ; )

  6. accidenti ma come fai a conoscere tutte queste storie Salomè (Madame butterfly, una vedova incosolabile..), nei minimi particolari,
    ci si istruisce qui.
    ciao


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