Pubblicato da: scudieroJons | settembre 14, 2009

La tigre


Ieri pomeriggio ho noleggiato un elefante, completo di cornak, e ho partecipato a una battuta di caccia alla tigre a Villa Borghese.

Era quasi un anno che chiedevo a Silvia di uscire con me, per andare a mangiare una pizza, ma lei rispondeva regolarmente di no, e allora la settimana scorsa le ho chiesto se voleva partecipare a una battuta di caccia alla tigre.

Con mia grande sorpresa mi ha risposto di sì.

Ieri pomeriggio sono passato a prenderla con la macchina e siamo andati a Villa Borghese. Là c’era ad aspettarci l’elefante, con la torretta sul dorso, e usando la scaletta abbiamo preso posto. Nella torretta abbiamo trovato una carabina con cannocchiale con le parti metalliche dorate e il calcio intarsiato di madreperla, e uno yatagan finemente cesellato. Le ho detto: “Tu tieni il fucile, hai due colpi a disposizione per abbattere la belva, ma se non si ferma intervengo io e la sbudello, alla maniera di Sandokan.”

Il cornak ha fatto muovere l’elefante e ci siamo inoltrati in un intrico di vegetazione che non sospettavo potesse esserci in pieno centro di Roma. Quando siamo giunti ai bordi di una radura ci siamo fermati. “Vedi? – ho spiegato alla mia amica – Al centro della radura c’è l’esca che deve attirare la tigre fuori dalla giungla. Quando è a tiro prendi la mira con calma e spara.” “Ma non hanno usato un animale vivo come esca! – ha notato lei con acume – Cos’è quello?”

Ho fatto finta di guardare con il binocolo e poi ho detto: “E’ vero! Sai, è vietato usare animali vivi, allora adesso si usano altre cose. E’ porchetta.” Stava per ribattere quando un tremendo bramito ha fatto sussultare l’elefante, e dopo pochi secondi la tigre è apparsa ai limiti della radura, di fronte a noi, e dopo aver annusato l’aria ha cominciato ad avvicinarsi alla porchetta. Lei ha regolato l’alzo del mirino e ha puntato l’arma, ma prima che sparasse le ho sussurrato: “Non sparare adesso, deve prima mangiare la porchetta, è scritto nelle condiz… cioè, sono le regole di sportività, l’animale deve essere sazio al momento dell’abbattimento.”

Abbiamo atteso che la tigre finisse di mangiare la porchetta e quando la belva ha cominciato ad avanzare verso di noi, Silvia ha sparato due colpi, ma la tigre ha continuato ad avanzare. Allora ho estratto il coltello e mi sono lanciato fuori dalla torretta per affrontare la tigre, e in quel momento ho sentito una fitta alla schiena, il riacutizzarsi di uno strappo che mi ero procurato l’ultima volta che ho giocato a pallone. Quell’attimo di esitazione mi è stato fatale e non sono riuscito a schivare il balzo della tigre che mi ha trascinato con sé nell’erba alta. E’ stato un momento veramente drammatico: avevo la tigre che con le zampe mi premeva sul terreno e continuava a bramire sulla mia faccia, e intanto mi inondava di bava e pezzetti di porchetta masticata, mentre io cercavo inutilmente di sputare un ciuffo di peli che mi era finito in bocca nella colluttazione. Uno schifo indicibile.

A quel punto Silvia è balzata giù dall’elefante e tenendo il fucile per la canna, ha cominciato a dare randellate alla tigre che ha emesso un bramito lamentoso. Non contenta, Silvia mi ha strappato il coltello di mano e stava per affondarlo nel collo della belva quando si è sentito un grido: “Ferma! Ferma! Ahò, macchestat’affà? Così mm’ ‘a rovinate, pora bestia! Vieqquà Yanez – la tigre intanto mi aveva mollato e si era accucciata ai piedi del padrone del safari che continuava – chett’ ha ffatto quella cattiva? T’ha menato?” e la carezzava sulla testa contando i bernoccoli. Poi rivolgendosi a Silvia, ” ‘A signò, e nun se fa così, li animali vanno trattati bene. – e poi a me – E lei dottò se scordi li euri de la cauzione, e ringrazi che nun ve faccio causa”. E dopo un attimo elefante, tigre, cornak e impresario erano spariti e rimanevamo solo Silvia, ancora impietrita dalla sorpresa, e io che continuavo a sputare peli e pezzi di porchetta bavosa, e mi massaggiavo la schiena.

Ho spiegato a Silvia che il fucile era caricato a salve e la tigre era addestrata per fingersi morta, dopo un paio di finte coltellate, e che nel prezzo era compresa una pelle di tigre sintetica che ci avrebbero recapitato la mattina dopo, come souvenir. E ho aggiunto che avevo un terribile dolore alla schiena. Mi ha aperto la sahariana e mi ha passato la mano sulla schiena. “C’è un nervo fuori posto – mi ha detto – vieni a casa mia che ti faccio un massaggio.”  Siamo andati a casa sua e mi ha fatto il massaggio, e mi ha spiegato che aveva fatto un corso qualche anno fa.

Poi abbiamo fatto l’amore, con calma, con dolcezza, e lei ha fatto il possibile per non farmi affaticare. Dopo, ce ne stavamo sdraiati, e lei mi appoggiava la testa sul petto e a un certo punto mi ha detto. “Che paura mi sono presa oggi! Già mi vedevo sbranata dalla tigre. Per fortuna che c’eri tu. Come sei coraggioso! Come va la schiena?”    Ho sorvolato sulla prima parte, e ho risposto che andava abbastanza bene. Poi mi ha preso la solita mania di aggiungere sempre qualcosa di troppo e ho detto: “Ho letto da qualche parte che per questi dolori muscolari il rimedio migliore è il balsamo di tigre”.   Ho visto allora i suoi occhi verdi diventare gialli e grandissimi, ho sentito le voci della giungla attorno a noi, e la sua pelle fremere, mentre si ricopriva di strisce gialle e nere. “Te la do io la tigre.” mi ha detto, mentre mi saltava addosso.

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Responses

  1. No, no e poi no! Questa Silvia non mi piace. Non esce con te per un anno, e poi si lascia convincere solo per far fuori un povero animale indifeso? Fossi in te, ora che hai ottenuto quello che volevi, la manderei in quel paese 😉

  2. @ ElisinoB
    Mandarla a quel paese? Fossi matto!
    Mentre scrivevo la storia mi rendevo conto che il comportamento di Silvia che si preparava a sparare non era politicamente corretto, e neanche il mio, che approfittavo dei suoi istinti peggiori per suscitare interesse, anche se per me era una finzione. Ma la Silvia che prende a randellate la tigre, perché mi crede in pericolo, non è la stessa che mi identificava in una pizza e perciò mi evitava; credo che sia cambiata, e che adesso si identifichi con la tigre.
    Ciao : )


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