Pubblicato da: scudieroJons | luglio 5, 2009

Sudoku, passatempo o esercizio?

 

Tra i moderni passatempi a costo zero il sudoku si è ritagliata una sua fetta di appassionati, e ciò è dovuto non solo alla semplicità delle regole, ma anche alla comodità del trasporto, perché è facile mettersi in tasca un ritaglio di giornale per portarselo con sé, e basta una penna per giocarci.

Ci fa compagnia tutte le volte che non abbiamo la possibilità o la tranquillità d’animo adatta per un’occupazione più impegnativa. Per brevi viaggi in treno, attese agli sportelli con il numeretto, noiosi pomeriggi in cui null’altro ci è consentito, si può prendere in mano il diagramma e aggiungere qualche numero. Quando il treno arriva in stazione, il nostro numero appare sul display, o arriva la telefonata che stavamo aspettando, non c’è altro da fare che riporre il gioco, in previsione di terminarlo in un’altra occasione.

Tra le cose che insegna questo gioco ci sono la costanza e la duttilità. Sapendo che la soluzione del diagramma esiste, e che dipende solo da noi farla apparire in tutte le caselle, siamo spronati a superare gli inevitabili momenti di scoraggiamento che sempre ci sono, quando si arriva a pensare: “Oddio, non sono più capace, non ce la farò mai.” Invece dopo qualche minuto il numero che ci consente di fare un passetto arriva, e ci sentiamo di nuovo bene. La duttilità, o se si vuole, la flessibilità ci è suggerita dalla meccanica di risoluzione del gioco: quando non riusciamo a completare una colonna verticale, allora concentriamo i nostri sforzi sulla fila orizzontale, e se riusciamo ad aggiungere un numero torniamo sui nostri passi, altrimenti procediamo concentrandoci sui singoli quadrati da nove. E’ un buon esercizio, utile se riusciamo a trasportarlo nella vita di tutti i giorni, dove i problemi, per essere affrontati, e possibilmente risolti, devono essere osservati attentamente da tutte le loro angolazioni.

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Responses

  1. ogni tanto son sudoku compulsiva

  2. “ogni tanto” mi sembra un ottimo modo di fare tutte le cose.

  3. io son ognitantista, non faccio niente “sempre”

  4. ah no.
    in attesa con il numeretto è molto meglio guardare le persone, il sudoku va fatto da soli
    o anche in due, in gara per chi trova per primo il numero giusto

  5. Ammetto che è indice di maggior socievolezza l’attitudine a osservare le persone, quando sono nel loro ambiente naturale. Una sala d’attesa è poco naturale, e spesso è un concentrato di nervosismi assortiti, e allora meglio concentrarsi sul gioco.
    La gara di sudoku potrebbe funzionare anche per via telematica. Vogliamo lanciare una moda?

  6. a me le gare mi mettono ansia

  7. Allora niente gara: di altra ansia non si sente il bisogno. Troveremo un’altra formula.


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