Pubblicato da: scudieroJons | aprile 28, 2017

Cinema Cult – 51 – Il bacio della Pantera

Il bacio della Pantera

Pubblicato da: scudieroJons | aprile 27, 2017

Il gatto

Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato;
ritira le unghie nelle zampe,
lasciami sprofondare nei tuoi occhi
in cui l’agata si mescola al metallo.

Quando le mie dita carezzano con agio
la tua testa e il tuo dorso elastico e la mia mano
s’inebria del piacere di palpare il tuo corpo elettrizzato,
vedo in spirito la mia donna.

Il suo sguardo, profondo e freddo come il tuo, amabile bestia,
taglia e fende simile a un dardo, e dai piedi alla testa
un’aria sottile, un temibile profumo
ondeggiano intorno al suo corpo bruno.

Charles Baudelaire

Pubblicato da: scudieroJons | aprile 25, 2017

Festa della Liberazione

Teresio Olivelli (1916-1945) è una delle alte figure morali della Resistenza italiana: cattolico, animatore dei partigiani delle “Fiamme verdi” in Lombardia, imprigionato a Milano, chiuso nel campo di Fossoli, torturato nel campo di Hersbruk, dove trovò la morte per aver difeso un compagno dagli aguzzini. E’ suo il testo in forma di salmo, popolarmente famoso come

La preghiera del ribelle.

Signore, che fra gli uomini drizzasti la Tua Croce segno di contraddizione,
che predicasti e soffristi la rivolta dello spirito contro le perfidie e gli interessi dominanti, la sordità inerte della massa,
a noi, oppressi da un giogo numeroso e crudele che in noi e prima di noi ha calpestato Te fonte di libera vita, da’ la forza della ribellione.

Dio che sei Verità e Libertà, facci liberi e intensi: alita nel nostro proposito, tendi la nostra volontà, moltiplica le nostre forze, vestici della Tua armatura.

Noi ti preghiamo, Signore.

Tu che fosti respinto, vituperato, tradito, perseguitato, crocifisso, nell’ora delle tenebre ci sostenti la Tua vittoria: sii nell’indigenza viatico, nel pericolo sostegno, conforto nell’amarezza.

Quanto piú s’addensa e incupisce l’avversario, facci limpidi e diritti.

Nella tortura serra le nostre labbra.

Spezzaci, non lasciarci piegare.

Se cadremo fa’ che il nostro sangue si unisca al Tuo innocente e a quello dei nostri Morti a crescere al mondo giustizia e carità.

Tu che dicesti: “Io sono la resurrezione e la vita” rendi nel dolore all’Italia una vita generosa e severa.

Liberaci dalla tentazione degli affetti: veglia Tu sulle nostre famiglie.

Sui monti ventosi e nelle catacombe della città, dal fondo delle prigioni, noi Ti preghiamo: sia in noi la pace che Tu solo sai dare.

Signore della pace e degli eserciti, Signore che porti la spada e la gioia, ascolta la preghiera di noi ribelli per amore.

Pubblicato da: scudieroJons | aprile 24, 2017

Paris

Parigi

Pubblicato da: scudieroJons | aprile 23, 2017

Il libro di Brigitte Bardot

Che titolo ha il libro che suscita l’interesse di Michel Piccoli?

(A numero uguale corrisponde lettera uguale)

Pubblicato da: scudieroJons | aprile 22, 2017

Cento anni di cinema

Pubblicato da: scudieroJons | aprile 22, 2017

L’agnizione

duri

Pubblicato da: scudieroJons | aprile 21, 2017

Cinema Cult – 50 – Il pirata

Il pirata

Pubblicato da: scudieroJons | aprile 20, 2017

Grillo il Gran Cafone

Nel panorama della politica e della cronaca italiane i cafoni non sono mai mancati, ma un cafone così grosso e con un linguaggio così mafioso ancora non si era visto.

Prima ha fatto una grande cazzata annullando la candidatura che Marika Cassimatis si era guadagnata nel rispetto delle regole, poi si è completamente sputtanato organizzando una votazione supplementare fasulla in dispregio a ogni regola, per far scegliere il candidato che voleva lui, e infine ha fatto una figura di merda quando l’autorità giudiziaria gli ha dato torto su tutta la linea.  Adesso non sa più cosa inventarsi e per la rabbia lancia messaggi mafiosi.

Non sei obbligato a rispondere alle domande dei cronisti, ma almeno sta’ zitto!

Pubblicato da: scudieroJons | aprile 19, 2017

Che donna!

Umberto Eco, ne La misteriosa fiamma della Regina Loana, racconta la sua lettura segreta, di quando era un ragazzo, di una pagina de L’Uomo che Ride di Victor Hugo, in cui “Gwynplaine, orrendamente mutilato dai comprachicos che lo hanno reso una maschera da baraccone, un rifiuto della società, si vede improvvisamente riconosciuto come Lord Clancharlie, erede di una immensa fortuna, Pari d’Inghilterra. Ancora prima di capire appieno che cosa gli sia accaduto si vede introdotto, splendidamente vestito da gentiluomo, in un palazzo incantato, e già la serie delle meraviglie che vi scopre (solo in quel deserto splendente), la fuga delle stanze e dei gabinetti fa girare la testa non solo a lui ma anche al lettore. Vaga di stanza in stanza sino a che arriva a una alcova dove sul letto, accanto a una vasca pronta per un bagno virginale, vede una donna nuda.
Non nuda alla lettera, avverte maliziosamente  Hugo. Era vestita. Ma da una camicia lunghissima così impalpabile da sembrare bagnata. E qui seguono sette pagine di descrizione di come appaia una donna nuda, e come appaia all’Uomo che Ride, che sino ad allora aveva castamente amato soltanto una ragazza cieca. La donna gli appare come una Venere assopita nell’immensità della sua schiuma, e muovendosi lentamente nel sonno compone e scompone curve seducenti coi vaghi movimenti del vapore acqueo che nell’azzurro del cielo forma le nubi.
Commenta Hugo: “La donna nuda è la donna armata.”
Improvvisamente la donna, Josiane, sorella della regina, si sveglia, riconosce Gwynplaine, e inizia una furibonda opera di adescamento a cui l’infelice non sa ormai resistere, salvo che la donna lo porta al colmo del desiderio ma ancora non si concede. Erompe in una serie di fantasie, più sconvolgenti della sua stessa nudità, in cui si manifesta come vergine e prostituta, ansiosa di godere non solo dei piaceri della teratologia che Gwynplaine le promette, ma anche del brivido che le procurerà la sfida al mondo e alla corte, nella cui prospettiva s’inebria, Venere che si attende un doppio orgasmo, e dal possesso privato e dall’esibizione pubblica del suo Vulcano.
Mentre Gwynplaine è pronto a cedere, arriva un messaggio della regina la quale comunica a sua sorella che l’Uomo che Ride è stato riconosciuto come il legittimo  Lord Clancharlie e le è stato destinato come marito. Josiane commenta “sta bene”, si alza, tende la mano e (passando dal tu al voi) dice a colui con cui voleva selvaggiamente unirsi: “Uscite.” E commenta: “Dal momento che siete mio marito, uscite…  Non avete il diritto di stare qui. Questo è il posto del mio amante.”
In seguito il giovane Eco si interroga se esistono  nella realtà donne come quella, e se lui ne incontrerà mai una.
“Ci sono, – è la sua risposta – almeno sullo schermo. Sempre di pomeriggio, furtivo, sono andato a vedere Sangue e arena.

L’adorazione con cui Tyrone Power preme il viso contro il grembo di Rita Hayworth mi persuade che ci sono donne armate anche se non sono nude. Purché siano sfrontate”

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