Pubblicato da: scudieroJons | luglio 29, 2016

Cinema Cult – 12 – All’Ovest niente di nuovo

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All’Ovest niente di nuovo

Pubblicato da: scudieroJons | luglio 28, 2016

Mistero doppio

faust

Nel 1773, insieme ai fratelli Stolberg – che avevano già dato scandalo facendo il bagno nudi nello stagno  di Darmstadt -, questo poeta visitò la Svizzera.
Le sue prime esperienze di bagni nei laghi e nei fiumi risalgono a quel viaggio.
I due fratelli si denudavano, e il loro compagno li imitava.
Questo avveniva in luoghi isolati, ma almeno una volta il bagno dovette essere interrotto a causa di una fitta sassaiola.
Le esperienze acquatiche sarebbero continuate nel piccolo ducato dove da lì a poco si stabilì.
Ilm era il nome del fiume che scorreva in fondo al suo giardino.
Faceva il bagno almeno sino a fine novembre, la mattina presto o in piena notte, e gli sembrava che quelle gelide immersioni riportassero “i sensi stremati dalla vita borghese a un’esistenza nuova e vigorosa”.
Un contadino che nottetempo vide una pallida figura dai lunghi capelli uscire cantando dall’acqua fuggì per la paura, e raccontò di aver visto la Sirena del fiume Ilm.
Il suo entusiasmo era grande, ma la sua tecnica di nuotatore, perlomeno nei primi tempi, doveva essere rudimentale, se, per restare a galla, si era fatto fabbricare un giubbotto di sughero.

Chi è?

 

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Per giorni aveva guidato un esercito di mercenari sconfitti attraverso la neve alta.
Erano sfiniti quando giunsero a un gruppo di villaggi sotterranei.
Si entrava nelle case attraverso l’imboccatura di pozzi forniti di scale.
Nelle stanze scavate sul fondo vivevano uomini e donne, ma anche pecore, capre, buoi e galline, e dentro grandi recipienti era conservata una bevanda sconosciuta: il “vino d’orzo”.
Così aveva assaggiato per la prima volta la birra.
Dentro quei tini erano immerse canne più o meno lunghe: chi aveva sete le metteva in bocca e succhiava.
La sosta durò una settimana, e i soldati, inghirlandati da corone di fieno e serviti dai ragazzi del luogo che indossavano costumi rabescati – il solo modo di intendersi era a gesti -, mangiarono a sazietà agnelli, maiali, vitelli, pollame e pani di frumento e di orzo.
Figlio di una terra luminosa – la Grecia -, l’uomo avrebbe conservato, di quei bui recessi sotto la neve, un ricordo grato, di cui si coglie un riflesso in pagine scritte molti anni più tardi.
Prima di partire, tramite un interprete che conosceva il persiano, chiese al capo del villaggio che terra fosse quella, e il capo del villaggio gli rispose: “L’Armenia”.

Chi è?

da Classic Pursuit
di Giovanni Mariotti

Pubblicato da: scudieroJons | luglio 26, 2016

Tempesta sul re

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Per far conoscere ai principianti le partite di scacchi più emozionanti, intessute di mosse di attacco brillanti e imprevedibili, che si concludono con matti spettacolari eseguiti dopo una lunga serie di scacchi e un gran numero di pezzi sacrificati, si ricorre in genere a quelle giocate nella seconda metà dell’ottocento o nei primi anni del novecento, quando le tecniche difensive e profilattiche erano poco praticate e forse rifiutate con sdegno perfino da molti grandi giocatori. Il modo di giocare di quei grandi campioni era passionale, paragonabile allo stile romantico che dominava nella letteratura dell’epoca. “Il sentimento è tutto!” sembrano gridare quelle partite.
Per il fascino che emanano, alcune di esse sono menzionate con gli epiteti di “Sempreverde”, “Immortale”. Affinché il genio combinativo dei grandi campioni potesse risplendere, era necessaria qualche leggerezza difensiva da parte dei loro grandi avversari.
Oggi è molto raro riuscire a vedere partite di quel tipo ad alto livello, perché tutti i grandi giocatori si sanno difendere bene e riescono a bloccare sul nascere le combinazioni che il loro avversario va pazientemente preparando. Gli esperti ne apprezzano le intenzioni non realizzate. Non si vedono nemmeno troppo spesso tra giocatori dilettanti perché di solito non c’è il tempo o la creatività per architettare combinazioni brillanti.
Però accade qualche volta che un giocatore, incoraggiato da alcuni errori dell’avversario ed esaltato oltre il lecito da alcuni momentanei successi conseguiti, si lanci in un’operazione di attacco senza curarsi dello sviluppo di tutti i pezzi e della sicurezza del proprio re. Questo crea le condizioni adatte, per l’avversario, per sferrare un contrattacco nello stile dei vecchi tempi.
Si può vedere allora come il re, attaccato da ogni parte, rimasto da solo, come il generale Custer senza il Settimo cavalleggeri, come Leonida senza i 300 spartani, come Biancaneve senza i sette nani, alla fine soccombe, in modo drammatico e romantico, nel suo personale Sturm und Drang.
E’ vero che molto spesso accanto al re nero arroccato lungo rimane il fedele pedone a7, ma bisogna anche considerare che sono cinque secoli che gli studiosi di scacchi si domandano: “A che cosa serve il pedone a7, oltre che ad essere d’impiccio?”
Nella partita che segue il principiante è invitato a trovare la mossa che imprimerà una svolta determinante alla partita, e per facilitargli il compito è stato predisposto un appropriato suggerimento che nello stesso tempo dovrebbe servire per confondere le idee ai veri esperti.

Pubblicato da: scudieroJons | luglio 24, 2016

Pin-occhio-up!

Per gli appassionati di Pokémon Go, ecco una utile app per esercitarsi a scoprire gli animaletti che si mimetizzano muovendosi freneticamente in un paesaggio decisamente lussureggiante o, se si preferisce, vagamente lussurieggiante. È quella che comunemente si definisce “realtà maggiorata”.

Chi riuscirà a trovate l’elefantino, il galletto, il pinguino, l’asinello, il tricheco e gli altri piccoli animali?

pinocchioup

 

Pubblicato da: scudieroJons | luglio 22, 2016

Cinema Cult – 11 – La Giostra Umana

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Pubblicato da: scudieroJons | luglio 21, 2016

Già pentita?

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«La promozione della dieta vegana e vegetariana sul territorio comunale come atto fondamentale per salvaguardare l’ambiente, la salute e gli animali».
Per la neo giunta a Cinque stelle guidata da Chiara Appendino si tratta di uno degli obiettivi prioritari da raggiungere. Tanto da comparire nel documento «Programma di governo per la Città di Torino 2016-2021» approvato durante la prima seduta del consiglio comunale.

Questo fulgido esempio di fanatismo va immediatamente premiato.
Dedico ai vegani, ad Appendino e a tutti quelli che l’hanno votata un video di qualche anno fa.

Pubblicato da: scudieroJons | luglio 20, 2016

Have you been broken hearted?

Pubblicato da: scudieroJons | luglio 17, 2016

Considerazioni sugli scacchi

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Sfogliando il settimanale D di Repubblica della settimana scorsa sono arrivato alla pagina dell’oroscopo di Marco Pesatori, e ho trovato questo sfrontato esergo:
“La stravagante creatura chiamata astrologia appassiona sempre di più, ormai sganciata dalla vecchia immagine del “possesso del futuro” o del determinismo rigido e onnipotente.
Ogni ostilità preconcetta, ogni giudizio inflessibile dettati – senza riconoscerla – dalla pura antipatia, ormai sono un plateale boomerang culturale.
Nei tempi della “consilienza”, lasciare l’astrologia sul pianerottolo della Casa della Cultura non è una gran trovata”.
Spinto dalla curiosità sono andato a cercare il significato di “consilienza” che per me era un vocabolo totalmente sconosciuto. Ho trovato un sito che spiega: “La consilienza è stata definita – con efficace metafora – come “l’orchestrazione delle Scienze”, nella innovativa intuizione della convergenza olistica e finalistica di tutte, verso una Summa Universale.
Bene. Anche alla luce di questo l’astrologia non dev’essere lasciata fuori sul pianerottolo: dev’essere accompagnata giù per le scale a calci nel sedere.
Ma sapendo che a Pesatori piace giocare con una certa dose di autoironia, avevo lasciato correre.
E questa settimana l’astrologo è tornato all’attacco:
“Non è vero che l’astrologia generica dei semplici dodici segni non abbia alcun senso “scientifico”, rispetto al lavoro astrologico vero e proprio basato sullo schema preciso individuale, sulle linee complesse del Tempo al momento della nascita. Ogni studio profondo astrologico presuppone una salda conoscenza dei contenuti e dei meccanismi dei dodici simboli di base, i segni appunto”.
Non c’è niente da fare, bisogna per forza passare alle vie di fatto.
E siccome Pesatori ha saggiamente messo “scientifico” tra virgolette, l’astrologia otterrà il beneficio di essere accompagnata per le scale “a calci nel sedere”.
Però, pensandoci bene, anch’io a volte mi lascio trascinare dal fascino delle costellazioni. Specialmente giocando a scacchi con il nero mi trovo quasi senza accorgermene a giocare la difesa Siciliana nella variante cosiddetta del Dragone, per il fatto che la disposizione assunta dai pedoni assomiglia a quella che hanno le stelle nella costellazione del Draco. Non sarò incorso anch’io in questo modo nel peccato di consilienza? Specialmente quando rimango a lungo a “considerare” le conseguenze di una mossa, nel tentativo di evitare “disastri”?
Nella partita che segue è presente un quesito che offre ai principianti l’occasione per mettere alla prova la loro capacità di trovare la combinazione vincente. E’ proprio come trovare una bella conchiglia mentre si sta passeggiando sulla spiaggia. Bisogna avere curiosità e l’occhio esercitato.
Per incoraggiare i meno esperti ho inserito un suggerimento visivo, un elemento che ha la duplice funzione di facilitare la risoluzione del quiz ai principianti e di renderlo più difficile, spero, per i veri esperti.

Pubblicato da: scudieroJons | luglio 16, 2016

Come la luna

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Sulla luna si deve fare un discorso analogo a quello sul sole. Il suo corpo è grande, e il più luminoso dopo il sole. Peraltro non resta sempre visibile in tutta la sua grandezza, talvolta forma un cerchio, talvolta appare diminuita e calante, con una parte visibile che indica quella mancante. Una parte infatti è nascosta nell’ombra quando la luna cresce, un’altra quando cala.
Per una ragione misteriosa il sapiente demiurgo ha creato questi mutamenti e varietà di aspetto. O piuttosto, è stato per fornire a noi un esempio chiaro della nostra natura: non c’è niente di stabile nelle cose umane, alcune procedono dal non essere fino al compimento perfetto, altre, arrivate al punto massimo del loro sviluppo naturale, alla misura massima della loro crescita, di nuovo, attraverso una serie di sottrazioni, a poco a poco deperiscono e muoiono, impicciolendo fino a sparire.
Così lo spettacolo della luna ci ammaestra sulla nostra condizione; così, prendendo coscienza della rapida mutevolezza delle cose umane, non insuperbiremo della nostra prosperità, non ci allieteremo del potere, non ci esalteremo per la nostra incerta ricchezza, non disprezzeremo la carne soggetta a questi cambiamenti, e ci prenderemo cura dell’anima, il cui bene è immutabile.
Se ti rattrista la luna che cala a poco a poco, perdendo la sua luce, molto di più ti deve rattristare l’anima che dopo averne conquistata la virtù perde per negligenza la sua bellezza, e non resta mai nelle stesse condizioni, cambia frequentemente a motivo dell’instabilità del suo intento.

Basilio di Cesarea
dall’Esamerone

Pubblicato da: scudieroJons | luglio 15, 2016

Cinema Cult – 10 – I tre giorni del Condor

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