Pubblicato da: scudieroJons | maggio 22, 2018

Pausa di riflessione

Il Presidente della Repubblica ha deciso di prendersi una giornata di pausa prima di decidere se affidare l’incarico di formare il nuovo governo al semisconosciuto professore di diritto privato indicato dai capi di 5 stelle e lega. Dopo anni passati a inveire contro i governi presieduti e composti da tecnici “non eletti dal popolo”, i vari Monti e Fornero, i vincitori delle ultime elezioni sono arrivati ad affidarsi a un principiante assoluto. La Nemesi è una dea implacabile dalla memoria infallibile. Avremo forse presto a capo del Governo un Arlecchino “servitore di due padroni”. La figura perfetta del capro espiatorio in caso di prevedibile fallimento.

Il professore si chiama Conte, come il più famoso allenatore di calcio, e anche questo ci induce a pensare che quello che si appresta a nascere sarà un governo “AGGHIAGGIANDE!!!”.

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Pubblicato da: scudieroJons | maggio 20, 2018

Il convegno

Quando a notte vado sola
al mio convegno d’amore,
gli uccelli non cantano, il vento non soffia,
le case ai lati della strada sono silenziose.
Sono i miei bracciali che risuonano a ogni passo,
e io sono piena di vergogna.

Quando siedo al balcone e ascolto per sentire
i suoi passi, le foglie non stormiscono sui rami,
e l’acqua del fiume è immobile come la spada
sulle ginocchia della sentinella addormentata.
È il mio cuore che batte selvaggiamente –
e non so come acquietarlo.

Quando il mio amore viene e si siede al mio fianco,
quando il mio corpo trema e le palpebre s’abbassano,
la notte s’oscura, il vento spegne la lampada,
e le nuvole stendono veli sopra le stelle.
È il gioiello al mio petto che brilla e risplende.
E non so come nasconderlo.

Rabindranath Tagore

Pubblicato da: scudieroJons | maggio 18, 2018

Bamboli

“F” from GORDIENKO PRODUCTION on Vimeo.

Pubblicato da: scudieroJons | maggio 17, 2018

Contorsionisti

Pubblicato da: scudieroJons | maggio 14, 2018

Al mercato di Yiwu

Pubblicato da: scudieroJons | maggio 12, 2018

La ricerca dei nomi

Pubblicato da: scudieroJons | maggio 11, 2018

Eterogenesi dei fini

L’espressione “eterogenesi dei fini” si può tradurre nell’espressione più immediatamente accessibile di “conseguenze non intenzionali di azioni intenzionali”.
Quelli che: “prima ho sempre votato PD e prima ancora PCI, ma oggi il PD con Renzi fa una politica troppo di destra, e perciò questa volta ho votato 5 stelle. Perciò avrei voluto che PD e 5 stelle governassero insieme”.

Il PD ha fatto politiche di destra? Troppa gente ha dimenticato che cosa significa avere un governo di destra. Qualcuno è arrivato ad accusare il ministro Minniti di essere un fascista. Ci penserà Salvini a rimettere a posto le cose, facendo vedere come agisce un vero ministro fascista.

Pubblicato da: scudieroJons | maggio 8, 2018

Urania contro

Avevo predisposto come al solito tutto l’occorrente per un quarto d’ora di relax: un sudoku invitante, una penna che scrive e una poltrona accogliente. E ho inserito velocemente i primi numeri, tanto che mi sono detto che era più facile del previsto.

Ma poi deve essere accaduto qualcosa: forse una notizia di cronaca o un riquadro di pubblicità del giornale che mi hanno distratto. Sta di fatto che sono rimasto un quarto d’ora o venti minuti a cercare di inserire un numero, ma per quanti tentativi facessi non mi riusciva.

Insomma il quarto d’ora di relax si è trasformato in un incubo e molte volte sono stato tentato di mollare tutto. Solo la certezza che la soluzione esisteva, e che siccome esisteva prima o dopo l’avrei trovata, mi ha dato la forza di continuare, e alla fine ho trovato il numero che mi occorreva per proseguire. Quelli successivi sono stati inseriti in pochi minuti.

Chi riesce a trovare il prossimo numero in meno di 15 minuti?

LA SOLUZIONE

Pubblicato da: scudieroJons | maggio 6, 2018

Cocotte

Ho rivisto il giardino, il giardinetto
contiguo, le palme del viale,
la cancellata rozza dalla quale
mi protese la mano ed il confetto….

«Piccolino, che fai solo soletto?»
«Sto giocando al Diluvio Universale.»

Accennai gli stromenti, le bizzarre
cose che modellavo nella sabbia,
ed ella si chinò come chi abbia
fretta d’un bacio e fretta di ritrarre
la bocca, e mi baciò di tra le sbarre
come si bacia un uccellino in gabbia.

Sempre ch’io viva rivedrò l’incanto
di quel suo volto tra le sbarre quadre!
La nuca mi serrò con mani ladre;
ed io stupivo di vedermi accanto
al viso, quella bocca tanto, tanto
diversa dalla bocca di mia Madre!

«Piccolino, ti piaccio che mi guardi?
Sei qui pei bagni? Ed affittate là?»
«Sì…. vedi la mia Mamma e il mio Papà?»
Subito mi lasciò, con negli sguardi
un vano sogno (ricordai più tardi)
un vano sogno di maternità….

«Una cocotte!….»

«Che vuol dire, mammina?»
«Vuol dire una cattiva signorina:
non bisogna parlare alla vicina!»
Co-co-tte…. La strana voce parigina
dava alla mia fantasia bambina
un senso buffo d’ovo e di gallina….

Pensavo deità favoleggiate:
i naviganti e l’Isole Felici….
Co-co-tte…. le fate intese a malefici
con cibi e con bevande affatturate….
Fate saranno, chi sa quali fate,
e in chi sa quali tenebrosi offici!

Un giorno – giorni dopo – mi chiamò
tra le sbarre fiorite di verbene:
«O Piccolino, non mi vuoi più bene!…»
«È vero che tu sei una cocotte?»
Perdutamente rise…. E mi baciò
con le pupille di tristezza piene.

Tra le gioie defunte e i disinganni,
dopo vent’anni, oggi si ravviva
il tuo sorriso…. Dove sei cattiva
Signorina? Sei viva? Come inganni
(meglio per te non essere più viva!)
la discesa terribile degli anni?

Oimè! Da che non giova il tuo belletto
e il cosmetico già fa mala prova
l’ultimo amante disertò l’alcova….
Uno, sol uno: il piccolo folletto
che donasti d’un bacio e d’un confetto,
dopo vent’anni, oggi, ti ritrova

in sogno, e t’ama, in sogno, e dice: T’amo!
Da quel mattino dell’infanzia pura
forse ho amato te sola, o creatura!
Forse ho amato te sola! E ti richiamo!
Se leggi questi versi di richiamo
ritorna a chi t’aspetta, o creatura!

Vieni. Che importa se non sei più quella
che mi baciò quattrenne? Oggi t’agogno,
o vestita di tempo! Oggi ho bisogno
del tuo passato! Ti rifarò bella
come Carlotta, come Graziella,
come tutte le donne del mio sogno!

Il mio sogno è nutrito d’abbandono,
di rimpianto. Non amo che le rose
che non colsi. Non amo che le cose
che potevano essere e non sono
state…. Vedo la casa, ecco le rose
del bel giardino di vent’anni or sono!

Oltre le sbarre il tuo giardino intatto
fra gli eucalipti liguri si spazia….
Vieni! T’accoglierà l’anima sazia.
Fa ch’io riveda il tuo volto disfatto;
ti bacierò: rifiorirà, nell’atto,
sulla tua bocca l’ultima tua grazia.

Vieni! Sarà come se a me, per mano,
tu riportassi me stesso d’allora.
Il bimbo parlerà con la Signora.
Risorgeremo dal tempo lontano.
Vieni! Sarà come se a te, per mano,
io riportassi te, giovine ancora.

Guido Gozzano

Pubblicato da: scudieroJons | maggio 4, 2018

Un anfibio premuroso

Come era già accaduto a Nausicaa, molto tempo fa, la nobile fanciulla ha perduto il suo giocattolo. Non essendoci nei paraggi un Ulisse a disposizione, si fa avanti un ardimentoso ranocchio che si offre di aiutarla.

ranocchio2

Che cosa dice alla lacrimosa giovane il valoroso anuro?

A numero uguale corrisponde lettera uguale.

SOLUZIONE: (evidenziare) -> Non piangere, Principessa, ci penso io! Ma che cosa mi darai se ti ripesco la tua palla d’oro?

 

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