Pubblicato da: scudieroJons | agosto 27, 2016

L’altra Donnarumma

Questa sera, al San Paolo di Napoli, nella porta del Milan, non c’era Gianluigi Donnarumma, il campioncino che è pronosticato futuro titolare della Nazionale.

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Al suo posto c’era Elvira Donnarumma, la celebre sciantosa degli inizi del secolo scorso.

Perciò ne ha prese quattro.

Pubblicato da: scudieroJons | agosto 26, 2016

Cinema Cult – 16 – La locanda della sesta felicità

cinema16

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Pubblicato da: scudieroJons | agosto 25, 2016

Un mistero da svelare

L’amore è un mistero così impenetrabile che una vita intera non basta per conoscerlo veramente.

Ma almeno il titolo del film, il nome degli attori, la musica che accompagna le immagini, forse riusciremo a scoprirli, un giorno.

Pubblicato da: scudieroJons | agosto 23, 2016

Dov’è nascosto Andy Warhol?

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“Se Andy Warhol avesse potuto viaggiare attraverso il tempo, in quali epoche sarebbe andato?”  Ci pongono questa domanda Catherine Ingram e Andrew Rae, autori di un bel libro grafico, e aggiungono:  “Prendiamo la macchina del tempo, raggiungiamolo e scopriamo dove si nasconde!”

 

Studio 54
Il Giardino delle Delizie Artistiche
Con Michelangelo nella Cappella Sistina
L’esecuzione di Maria Antonietta
Pompei
La spiaggia di Trouville
Al Bauhaus
Alla notte surrealistica di Dalì
Al Kodokan Judo Institute
All’opening di Frida Kahlo
Al Groovy Bob’s Art Scene

Pubblicato da: scudieroJons | agosto 21, 2016

Guerriera

regina

Da alcune ore la Regina Bianca, ritta su una delle alture che delimitavano ad ovest il campo di battaglia, osservava lo svolgersi delle operazioni e preparava un nuovo piano d’attacco, mentre aspettava il momento migliore per entrare nel vivo della zuffa.
La lunga guerra tra Bianchi e Neri, che si svolgeva già da molti secoli e di cui nessuno più ricordava le cause originarie, aveva messo in scena anche quel giorno la sua rituale rappresentazione.
Era iniziata come al solito, con i pedoni di entrambe le parti, armati alla leggera, che lottavano per il possesso del centro. A dare man forte ai fanti arrivavano come sempre i pezzi minori, cavalli e alfieri, e i primi caduti finivano nella scatola.
Il Re bianco si era subito ritirato prudentemente nella sua fortezza, con in mano il diagramma del sudoku, e contava di finirlo prima che il finale lo costringesse a intervenire personalmente nella contesa.
La Regina era rimasta nelle sue stanze, e se ne stava affacciata alla trifora del bovindo. Mentre la sua mano accarezzava il soffice pelo di uno dei suoi gatti, i suoi occhi scrutavano l’orizzonte, in direzione della macchia nera che si muoveva tra le file nemiche, per cercare di scoprire come si era vestita la Regina Nera.
“Sarà il solito straccetto nero con i lustrini, comprato su ebay… io credo che indosserò la gonna lunga sotto la corazza argentata… ma ci voglio pensare, tanto non c’è fretta… cosa faccio da mangiare stasera? Stai buono, tesoruccio, attento che il raso si rovina con le unghiette!”
Improvvisamente un manipolo di cavalieri aveva assalito il pedone che formava il bastione principale dell’arrocco, e quando un secondo pedone era intervenuto per neutralizzare i cavalli, la Regina nera gli era piombata addosso stroncandolo, assistita da lontano dall’alfiere nero, appostato nell’ombra, che teneva inchiodato il pedone superstite e gli impediva di intervenire.
Nel vedere quella scena drammatica la Regina lanciò un urlo: “Sire! Siete in pericolo! Siete ferito? Corro in vostro soccorso! Tra un momento sono da Voi! Non temete, Vi salverò!”
“Aspetta, dolce Amica mia, – aveva risposto il Re, – il momento peggiore è passato! Non corro pericolo immediato in questo momento. Il sacrificio del cavallo non è stato preparato con accuratezza e ha dato come frutto solo due pedoni, e l’indebolimento dell’arrocco non è tale da permettere alla Regina nera di continuare con successo il suo attacco. Il pericoloso alfiere nero è stato eliminato. Il nostro eroico alfiere ha preso il posto di uno dei pedoni perduti e rimango difeso in modo soddisfacente.
Perciò non occorre che tu venga! Invece devi entrare in battaglia al più presto, per tenere impegnati il re avversario e gli altri pezzi, in modo che non possano venire in aiuto della loro Regina. La vedo, oltre i bastioni, che mi assedia e mi minaccia, e mi impedisce ogni via di fuga, ma non la temo, perché dove sono non può raggiungermi. Ho ancora alcune caselle del sudoku da riempire, ma per il finale sarò pronto”.
Appena fu armata, la Regina Bianca diede uno scacco al Re nero, per costringerlo a muoversi, e per impedirgli l’arrocco, in modo che rimanesse abbastanza scoperto e quindi più vulnerabile. Poi rimase in attesa, mentre il resto delle forze occupava le vie di comunicazione e prendeva posizione per l’attacco decisivo.
“Devo ricordarmi di accorciare un po’ questa gonna, non la sopporto più. Ho deciso: stasera infilo il braccio nel comparto del freezer e prendo la prima scatola che mi viene sotto la mano. Bene, adesso risolviamo questa grana!”
Poi, rivolgendosi al Re: “Sire, non ci sarà un finale in questa partita, perché eseguirò lo scacco matto in 6 mosse, se il nero non deciderà di abbandonare prima!”
“Ma il nostro cavallo è attaccato dal pedone! E’ in pericolo! – obiettò il Re – non sarebbe il caso di metterlo in salvo prima?”
“Rasserenatevi, Sire, il cavallo non subirà alcun danno, perché il nero dovrà difendersi dai miei scacchi incalzanti, e non troverà il tempo per catturarlo. E infine, per la perfetta riuscita del piano d’attacco, il cavallo deve rimanere nella sua attuale posizione”.
Subito dopo la Regina Bianca abbassò la celata del suo elmo e sollevò la spada, per dare l’ordine di iniziare l’attacco al pezzo designato per scardinare le difese del Re nero.

Nel video che segue, il giocatore principiante è invitato a trovare la mossa vincente che dà inizio all’attacco del bianco. Per facilitargli il compito, nel video è inserito un suggerimento, che serve anche a confondere le idee ai giocatori veramente esperti.

Pubblicato da: scudieroJons | agosto 19, 2016

Cinema Cult – 15 – Quando la moglie è in vacanza

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Pubblicato da: scudieroJons | agosto 19, 2016

L’ottico smemorato

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E’ una grande soddisfazione per un professionista poter dire di avere una clientela internazionale e raffinata, ma ci sono anche degli aspetti negativi da affrontare.

Quando tutti i clienti sono esigentissimi, tutti hanno fretta di ricevere i prodotti ordinati e nessuno può essere scontentato, può capitare che gli ordini e le lavorazioni si accavallino, creando confusione in magazzino, e alla fine, anche per la stanchezza accumulata, non si riesce più a ricordare a chi deve essere inviato ciascun oggetto.

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Riusciremo a rimediare in tempo?

 

 

Pubblicato da: scudieroJons | agosto 17, 2016

Max

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Potrebbe esistere qualcosa di abbastanza terrificante da poter stare alla pari con la crudeltà del Bernardo Gui de Il nome della rosa e con la perfidia dell’Antonio Salieri di Amadeus?

Certo che può esistere! Può giocare a scacchi!

Il bravo attore F. Murray Abraham ci mostra come si possa essere perfidi e crudeli ed essere contemporaneamente un poeta degli scacchi.

In realtà non è un film sugli scacchi ma sulla fatica di vivere.

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Pubblicato da: scudieroJons | agosto 16, 2016

L’Uccellino Azzurro

uccellino

   L’Uccellino Azzurro     
di  Maurice Maeterlinck

Libera riduzione a cura del CIS (19/08/06)

Personaggi:
Narratore
Tyltyl…..
Mytyl……
La Fata……
Il Pane………
Lo Zucchero……
Il Fuoco……
L’Acqua……
Il Cane………
La Gatta……
La Luce……
Nonno………
Nonna………
La Notte……
Quercia……
Pioppo……
Edera………
Abete………
4 Felicità……
Gioia 1….
Amore Materno……
4 Bambini……
Fratellino……
Tempo……
Madre……
Padre…….
Vicina……
Bambina…….

Narratore:   È la vigilia di Natale: nella loro povera casa Tyltyl e Mytyl, i figli del falegname, guardano dalla finestra e sognano di poter avere giocattoli e doni come certi ricchi bambini che abitano vicino a loro.
(musica, la scena mostra un fuoco, un tavolo, una brocca con l’acqua, un pane, una zuccheriera, un cane e un gatto di pezza; i ragazzi sono alla finestra, cioè guardano verso la quinta)

Tyltyl:         Mytyl,  vedi  che meraviglia nella casa dei vicini?  C’è una festa!

Mytyl:         Quale festa? Quella di Natale? E quelli che fanno tutto questo chiasso chi sono?

Tyltyl:         I suonatori.

Mytyl:         Cos’è laggiù che luccica?

Tyltyl:          Giocattoli!  Soldatini, fucili, spade…

Mytyl:         E bambole, ci sono bambole?

Tyltyl:         Certo che ci sono anche le bambole!

Mytyl:         E sulla tavola che è tutta quella roba?

Tyltyl:         Dolci… paste… torte…

Mytyl:        Che bellezza! E… mangeranno tutto? Non ne daranno un po’…

Tyltyl:        A chi?

Mytyl:        A noi!

Tyltyl:       Ma no, non ci conoscono.

Mytyl:      E se gliene  chiedessimo?

Tyltyl:       No, non si può.

Mytyl:      Perché?

Tyltyl:      Perché è proibito… vedi, ora ballano e ridono.

Mytyl:       Che bello! Balliamo anche noi… (ballano  facendo finta di mangiare i dolci)
Che bontà, come è buono!

Tyltyl:       (anche lui finge di mangiare) Anche i miei dolci sono deliziosi… ma te ne darò alcuni, questi con la cioccolata e la panna…
(bussano alla porta, smettono di giocare)
Chi sarà?

Mytyl:       Papà? (entra una vecchia gobba, orba e zoppa)

Fata:         Voi ce l’avete qui l’erba che canta e l’Uccellino Azzurro?

Tyltyl:       Erba ce n’è, ma non canta.

Mytil:        Tyltyl ha un colombo in gabbia, ma non è azzurro.

Fata:         Se non è azzurro non so che farmene… Andrete voi a cercarmi quello di cui ho bisogno io… Alla fin fine posso anche far a meno dell’erba che canta… Ma l’Uccellino Azzurro, quello mi occorre nel modo più assoluto. Serve alla mia bambina, che è tanto malata…

Tyltyl:       Che cosa ha?

Fata:         Non si sa di preciso. Vorrebbe essere felice.

Tyltyl:       Oh.

Fata:           Lo sapete chi sono io?

Tyltyl:        Assomigli un po` alla nostra vicina, la signora Berlingot…

Fata:          Che sciocchezze! Sono la Fata Beryluna, io!

Tyltyl:        Ah, benissimo.

Fata:          Su, su… bisogna mettersi in viaggio immediatamente!

Tyltyl:        Non abbiamo le scarpe…

Fata:          Non importa, vi darò un berretto magico, ma… ma  voi ci vedete bene?

Tyltyl:       Ci vediamo benissimo!

Fata:        Allora dimmi, io come ti sembro?  (silenzio)
Vuoi rispondere o no? Così potrò capire quanto ci vedi. Sono giovane o vecchia, bella o brutta… magari per te sono zoppa, gobba e con l’occhio sinistro cieco…

Tyltyl:     No, io non l’ho detto… chi te lo ha accecato?

Fata:       Non è cieco: insolente, miserabile. È bello come l’altro, azzurro come il cielo. E i miei capelli, li vedi sono biondi come l’oro… e sono tanti, bellissimi…

Tyltyl:    Li vedo benissimo, io, tutti quelli che non si nascondono…

Fata:      Ma bisogna vedere anche gli altri, e con audacia! Strane cose capitano agli uomini. Sono morte le fate e da quel giorno nessuno più vede; e avessero almeno il dubbio di non vedere… Ma per fortuna io mi porto sempre appresso quello che occorre per riaccendere le pupille spente… Che roba è questa che sto tirando fuori dalla borsa?

Tyltyl:      È carino, è un berrettino verde! Che è che brilla così sulla coccarda?

Fata:        È il grande Diamante, quello che fa vedere.

Tyltyl:     Ah!

Fata:        Ci si mette il berretto. Si gira un po` il Diamante. Da destra verso sinistra, così.  Allora il Diamante preme su una protuberanza della testa e…  si può vedere quello che c’è dentro le cose… il Fuoco, l’Acqua, il Pane… tutto ha un’anima…

Mytyl:    Si vede anche l’anima dello Zucchero?

Fata:      C’è bisogno di chiederlo? Ah che fastidio le domande inutili! L’anima dello Zucchero non è più interessante dell’anima del pepe!  –  Ecco, questo ho e questo vi do per aiutarvi nella ricerca dell’Uccellino Azzurro. Lo so anch’io che l’Anello che rende invisibili o il Tappeto Volante sarebbero più utili… ma non ricordo dove li ho messi.  –  Ah, mi scordavo: con il berretto in questa posizione, vedi?  Fai ancora un mezzo giro e ritorni al passato. Se giri ancora un po` vai nell’avvenire…

Tyltyl:     Non so se mio padre me lo farà portare…

Fata:       Ma non lo vedrà neppure. Se lo metti in testa, nessuno può vederlo. Perché non lo provi? (gli mette il berretto) Se ora giri il Diamante…
(appena Tyltyl gira il Diamante la luce si spegne e poi si riaccende: al posto della strega c’è una bellissima Signora, vestita di bianco e tutta luminosa, entrano danzando il Pane, lo Zucchero, l’Acqua, il Fuoco, infine il Cane e la Gatta)

Cane:     (precipitandosi su Tyltyl e abbracciandolo)  Mio giovane dio! Buon giorno, buon giorno! Finalmente posso parlarti, finalmente! Avevo tante cose da dirti! Ti voglio bene. Ti voglio bene!!  Vuoi che faccia qualcosa per te?

Tyltyl:     Chi è questo signore con la testa di cane?

Luce:       Ma non lo vedi che è l’anima di Tylò il tuo cane, che hai appena liberata.

Gatta:        (dopo essersi lisciata e pavoneggiata si avvicina a Mytyl) Buongiorno madamigella. Sei molto graziosa stamattina!

Mytyl:        Buongiorno, signora. (alla Fata) Chi è?

Luce:          Si vede facilmente, è l’anima di Tylette, la tua gattina. Dalle un bacetto.

Cane:         (spingendo via la gatta) Io, io do un bacio al giovane dio, do un bacio alla bambina e…  per scherzo  spavento Tylette. Hu! Hu! Hu!

Gatta:        (con sussiego) Non conosco costui!

Luce:         (minaccia Tylò con la bacchetta) Tu al tuo posto e comportati bene, altrimenti…

Tyltyl:       E questo signore tutto rosso chi è?

Luce:         Questo è il Fuoco  (che si inchina) e questa damigella grondante è l’Acqua (si inchina) abbiamo con noi anche il Pane (si inchina) e lo Zucchero (si inchina e porge un bastoncino di zucchero ai bambini) Essi vi accompagneranno nel viaggio che state per compiere, ma al termine di esso moriranno…

azzurro

Mytyl:       Ma allora tu chi sei?

Luce:         Io sono la Luce e vi accompagnerò anch’io… su, andiamo a prepararci…  (la Luce e i bambini escono)

Gatta:         (con aria di cospirazione agli altri) Avete sentito che cosa ha detto la Luce? La nostra sorte è in gioco! La fine di questo viaggio segnerà anche la fine della nostra vita!  Ovvio interesse, quindi, da parte nostra, di prolungarlo quanto più possibile, ricorrendo anche all’uso di ogni mezzo possibile… –  oltre che a noi stessi, abbiamo il dovere di pensare anche alla nostra razza… quale sorte avranno i nostri figli…

Pane:         Approvo, approvo, ha ragione la Gatta!

Gatta:        Datemi ascolto: noi tutti animali, cose, elementi, possediamo un’anima segreta: l’Uomo non la conosce ancora, ecco perché siamo riusciti a conservare un po` di indipendenza… un rimasuglio. Ma se ora egli trova l’Uccellino Azzurro, saprà tutto, potrà vedere tutto e noi saremo in sua balia… Questa rivelazione me l’ha fatta la Notte, che è mia amica da sempre, ed è lei che custodisce i segreti della vita.  – Interesse comune è quindi impedire ad ogni costo che si ritrovi l’Uccellino Azzurro: e seppure si arrivasse a mettere a repentaglio la vita di un paio di bambini…

Cane:         (indignato) Ma che cosa sta dicendo questa qua? Ripeti un po`: fammi capire bene di che cosa si tratta…

Pane:        (al Cane) Silenzio. Tu non hai la parola, sono io che presiedo l’assemblea…

Zucchero:   (conciliante) Prego! Prego! Non stiamo a litigare fra noi! Cerchiamo un accordo sulle misure da prendere…

Cane:        Stupidaggini! C’è l’Uomo e questo è tutto. Gli si deve obbedienza. Di altre verità non ne conosco. L’Uomo è tutto. Per la vita e per la morte evviva l’Uomo.

Pane:        Condivido il pensiero del Cane fino in fondo.

Gatta:       Ma se qualcuno avanza delle buone ragioni per cui…

Cane:        Non intendo ragioni! Sono amico dell’uomo e tanto basta! State attenti, voialtri, se gli intraprendete qualcosa contro, vi salterò alla gola e poi andrò a raccontargli tutto…

Zucchero:  Prego, perché amareggiarci con queste discussioni… tutti hanno ragione, c’è il pro e il contro…

Gatta:      Tutti noi Fuoco, Acqua, e anche voi, Pane, Cane non siamo forse vittime di una tirannia inqualificabile? Ci fu un tempo, se ve ne ricordate, prima dell’avvento del despota, in cui liberamente erravamo sulla superficie della terra… il mondo aveva due soli signori: l’Acqua e il Fuoco! Guardateli, ora, come sono ridotti! Attenti! Sento la Luce che torna… facciamo come se niente fosse…
(rientrano la Luce, Tyltyl e Mytyl)

Luce:        E allora, che succede? Che fate qui riuniti? Stavate cospirando? È tempo di mettersi in cammino.  Stasera i due bambini andranno a trovare i nonni defunti … Chissà che l’Uccellino Azzurro non si sia nascosto nel passato. Tyltyl prendi con te la gabbietta…

Tyltyl:        I nonni sono qui? Come facciamo a vederli se sono morti?

Luce:         Come fanno ad essere morti se sono vivi nei vostri ricordi? Tu, grazie al Diamante, vedrai che i morti di cui ci si ricorda vivono e sono felici come non fossero mai morti…

Mytyl:       Tu vieni con noi, Luce?

Luce:         No, Resterò qui ad aspettarvi, i vostri nonni non mi hanno invitata… però non indugiate laggiù.  Dovete essere qui alle nove e un quarto, per continuare il viaggio. Tyltyl, gira il Diamante.
(la luce cala; Luce toglie un velo e esce dal palco con tutti meno i bambini che scendono da basso: dietro il velo ci sono i nonni seduti su una panca che dormono)

Nonna:       (svegliandosi) Ho idea che i nostri nipotini che sono ancora vivi verranno a trovarci…

Nonno:       (stirandosi) Che stanno pensando a noi è sicuro, sento che mi tornano le forze…

Nonna:       (in piedi) Sono qui ti dico, li sento vicinissimi!!

Tyltyl:       Nonna nonna, siamo noi, siamo noi!

Mytyl:        Nonno, nonno, eccoci, eccoci!
(i bambini salgono sul palco, si abbracciano)

Nonna:       Tyltyl, come sei cresciuto! E tu Mytyl come sei carina! Perché non venite a trovarci più spesso? L’ultima volta quando è stato?  Sì, il giorno d’Ognissanti…

Tyltyl:         Il giorno d’Ognissanti? Ma se quel giorno non siamo neanche usciti! Avevamo il raffreddore!

Nonna:        No, ma avete pensato a noi.

Tyltyl:           Ma come! Basta solo… non lo sapevo!

Nonno:         Non si finisce mai di sorprendersi per come vanno le cose sulla terra… ancora non lo sanno! Ma che imparano allora?…

Tyltyl:           Dormite continuamente?

Nonno:         Dormiamo parecchio, ma fa piacere anche svegliarsi di tanto in tanto…

Tyltyl:          Allora non siete morti per davvero! Allora la morte non esiste!

Nonno:        Che vuol dire questa parola, per noi non ha senso!

Mytyl:         Ma voi qui state bene?

Nonno:       Ma sì, mica male! Mica male! Se poi da voi ci fosse ancora quell’abitudine di pregare…

Tyltyl:         Papà mi ha detto che pregare non serve a niente…

Nonna:        Ma sì, ma sì!  La preghiera è fatta di amore e di memoria…

Tyltyl:       Il vecchio merlo che avevi, nonno…  canta ancora?
(si sente cantare un merlo)

Nonno:       Hai visto? Basta pensare a lui…

Tyltyl:        (nota con stupore che il merlo è azzurro) Ma è azzurro! Ma è lui l’Uccellino Azzurro che devo portare alla Fata! Oh, come è azzurro. Azzurro! Azzurro! Nonno, nonna, non me lo dareste?

Nonno:       Ma sì, perché no?

Nonna:       Tanto qui a che ci serve? Dorme e basta… ecco mettilo nella gabbietta.

Nonno:       Sai non ne rispondo io dell’uccellino, ho paura che non si riabituerà alla vostra vita agitata… ho paura che al primo soffio di vento se ne tornerà qui…
(si sentono nove rintocchi)

Nonno:      Qualcuno qui ha pensato al tempo…

Tyltyl:        Io. La Fata ci aspetta alle nove e un quarto… dobbiamo scappare…

Nonna:      Via, restate ancora un poco, volevo preparare per voi la zuppa di cavoli che ti piace tanto….

Tyltyl:        Non si può, non si può, ho promesso… Addio, addio!!
(si baciano)

Nonni:        Tornate presto, vi aspettiamo!

Tyltyl:         Presto, presto, la gabbia, l’uccellino…

Mytyl:         Addio, addio!
(musica, il velo ricopre i nonni, che vanno, la luce cala e i bambini rimangono soli sul palco)

Tyltyl:         (mostrando la gabbia) Uh, L’uccellino non è più azzurro; è diventato nero… (lo lascia volare via)

Mytyl:         Stringimi forte la mano, fratellino, ho paura, fa freddo.
(vanno, da basso entrano la Notte e la Gatta)

Notte:           Chi va là?

Gatta:          Sono io, madre Notte, non ce la faccio più. (si abbandona sul gradino del palco)

Notte:          Che c’è, bambina mia? Ti vedo pallida, dimagrita… troppe battaglie notturne sui tetti?

Gatta:          Sempre battaglie, appunto! Siamo all’inizio della fine!!

Notte:          Come, che sta succedendo?

Gatta:         Ti ho raccontato di Tyltyl, il figlio del falegname e del Diamante che gli ha prestato la Fata… ecco sta arrivando e pretende che gli consegni l’Uccellino Azzurro!

Notte:         Oh! Prima che arrivi ad averlo in suo possesso…!

Gatta:         Ci arriverà prestissimo se non provvediamo in qualche modo! La Luce, è lei la nostra avversaria.  È lei che lo dirige, e ci ha traditi tutti!… La Luce è venuta a sapere che l’Uccellino Azzurro, quello vero, l’unico che resista in vita allo splendore del giorno, si nasconde qui, in mezzo agli uccellini azzurri dei sogni che muoiono alla vista del Sole… La Luce, che non può varcare la soglia del tuo mondo notturno, manda avanti i bambini… sapendo che tu non puoi rifiutare nulla all’Uomo…

Notte:       O Signore, o Signore! In che tempi viviamo! Non ho più un attimo di riposo! Ma l’Uomo dove vuole arrivare?… Si è già impadronito di un terzo dei miei misteri!   I miei Terrori sono i primi ad aver paura, i miei Fantasmi sono in fuga, le mie Malattie versano in pessime condizioni…

Gatta:        Ssst… Arrivano! Non vedo altro espediente: in fondo sono bambini; spaventali in modo che non arrivino ad aprire la porta ultima… dietro la quale si trovano gli uccelli della Luna.
(entrano i bambini, Cane, Pane, Acqua, Zucchero)
(melifflua) Qui, qui, mio piccolo signore. Ho preannunciato la vostra visita alla Notte…

Tyltyl:        Buon giorno Signora Notte….

notte2

Notte:          (seccata) Macché buongiorno: buona Notte o almeno buona sera… la gatta mi diceva che sei alla ricerca dell’Uccellino Azzurro?

Tyltyl:        Col tuo permesso, Signora, sì. Vuoi darmelo?

Notte:        Oh, ma qui non c’è; io non l’ho mai visto.

Tyltyl:         Sì, è qui; me l’ha detto la Luce.  Voglio le chiavi delle porte dei segreti della Notte.

Notte:         Ma giovane amico… le mie chiavi! Così al primo venuto … I segreti della Natura io li ho in custodia… ne sono responsabile e rivelarli a un bambino… consegnare le chiavi… È proibito.

Tyltyl:        Non hai il diritto di rifiutarle all’Uomo quando te le richiede formalmente. Lo so.

Notte:          Chi te lo ha detto?

Tyltyl:         La Luce.

Notte:         La Luce! Sempre la Luce! Di che si immischia costei?

Cane:          (a Tyltyl) Cosa vuoi, che gliele strappo io le chiavi a questa? Lo vuoi, giovane dio?

Tyltyl:       Zitto, giù, mostrati beneducato. (alla Notte) Dammi le chiavi, prego.

Notte:         Ce l’hai almeno un lasciapassare?

Tyltyl:        (mostra il berretto) Guardalo, ho il Diamante.

Notte:         (consegna la Chiave, sospirando) Ecco… con questa puoi aprire tutte le porte che vuoi… ma se ti capita qualche disgrazia il rischio è tuo…!

Acqua:         Come, si può incorrere in qualche pericolo?

Notte:        Qualche pericolo! Tutti i mali, tutti i flagelli, le malattie, le catastrofi e i terrori dall’inizio del mondo sono qui, nel mio palazzo… Vi assicuro che non senza fatica mantengo un po` d’ordine  tra queste indisciplinatissime creature. Non lo sapete che cosa accade quando qualcuna di loro riesce ad evadere e a manifestarsi sulla terra?

Pane:          La mia età, la mia esperienza, la mia devozione fanno di me il naturale protettore di questi bambini… posso fare una domanda?

Notte:          Sì?

Pane:          Da dove si scappa in caso di pericolo?

Notte:         Da dove? Non c’è modo di scappare…

Tylyl:        (interrompendola) Voglio cominciare da qui. Cosa nasconde questa porta? (alla quinta)

Notte:       Questa? Fantasmi, credo… è tanto tempo che non viene aperta…
(Tyltyl finge di aprire la porta, che è la quinta, escono 2-3 fantasmi in lenzuola bianche che cercano di scappare)
Presto, presto, aiutami a ricacciarli dentro… Poveri spettri miei, l’Uomo ormai non li prende più sul serio e si annoiano là dentro…

Tyltyl:       Su, Tylò, presto aiutala!

Cane:         Bau, Bau, Sì, Sì!

Notte:         Dentro, tutti, dentro! La libera uscita, lo sapete, l’avete solo per il giorno d’Ognissanti!
(i fantasmi vengono respinti dietro la quinta)

Tyltyl:        (dopo aver fatto alcuni passi e rivolgendosi verso la quinta) E dietro questa cos’hai?

Notte:         Te l’ho già detto che l’Uccellino Azzurro non s’è mai visto da queste parti! Insomma fa’ come ti pare! Aprila pure, è… piena di malattie!

Mytyl:         Ho paura, dov’è lo Zucchero? Torniamo a casa!

Zucchero:    Sono qui, stai tranquilla, ti darò un mio dito da succhiare…

Tyltyl:        (mettendo la testa dentro la quinta che ha finto di aprire come una porta)  No, qui l’Uccellino Azzurro non c’è. Sembrano un lazzaretto le tue malattie… vediamo altrove.
(va verso il pubblico e poi torna alla quinta)
Che c’è qui dentro?

Notte:         Attento! … Là ci sono le Guerre… più terribili e potenti che mai! Per fortuna sono obese e  senza agilità. Bisogna che qui tutti si tengano pronti per richiudere i battenti, dopo che tu hai guardato…

Tyltyl:          Le vedo! Mi hanno visto, presto aiutatemi a chiudere!!…
(tutti si precipitano a chiudere una porta immaginaria alla quinta)
Sì, sì Enormi, spaventose… ma certo non hanno l’Uccellino Azzurro…

notte

Notte:            Certo che no, lo mangerebbero immediatamente. Ora hai finito, te ne puoi andare.

Tyltyl:          (guardando dietro la quinta) C’è ancora una porta. Che cosa c’è qui?

Notte:           (gravemente) Non aprirla.

Tyltyl:          Perché?

Notte:           Perché è proibito.

Tyltyl:         Allora è là che si nasconde l’Uccellino Azzurro.

Notte:          Ascolta, bambino, non farlo. Io ti voglio bene, dammi retta, rinuncia, non inoltrarti, non sfidare il destino. La mia ultima porta non forzarla!

Tyltyl:         Perché?

Notte:          Perché ti perderesti e non voglio che ti perda. Nessuno di quelli che hanno tentato di aprirla è tornato vivo alla luce del sole…. Perché tutte le immaginazioni spaventose, tutti i terrori, gli incubi piu terrificanti sono un nulla paragonati al più innocuo dei Flagelli che è là dentro… io stessa fuggirò lontano se tu insisterai ad aprirla… rifletti e decidi…

Pane:           Non farlo padroncino! Pietà di tutti noi!

Mytyl:         Ho paura!

Tyltyl:         Pane, Acqua, Zucchero, prendete per mano mia sorella e mettetevi in salvo. Io aprirò questa porta!

Cane:          Io resto, io resto, io. Resto accanto al mio giovane dio! Io resto…

Tyltyl:         (lo accarezza) Tylò, bravo… siamo in due! (fa finta di aprire la porta) Oh! (va e dietro a lui tutti gli altri meno la Gatta e  Notte che scendono da basso – musica )

Narratore:  Dietro quella porta c’è un giardino di sogno dove, nella luce notturna volano di raggio di luna in raggio di luna numerosi incantevoli uccellini azzurri…

Tyltyl:         (da dietro la quinta) Mytyl, Tylò, venite, qui è pieno di uccellini azzurri… si prendono a piene mani, attenti a non fargli male!

Mytyl:         (felice) ne ho presi  sette… oh come battono le ali, non riesco a tenerli …

Notte:           (da basso alla gatta che è risalita e guarda dietro alla quinta) L’hanno preso?

Gatta:           No,  lo vedo lì su di un raggio di luna. È troppo in alto, non ce l’hanno fatta!
(cala la luce, la Notte va, poi da basso entrano la Luce con i bambini)

morti

Luce:            Allora, l’avete preso?
(i bambini scoppiano a piangere, mostrando gli uccellini morti)
Non piangere… non hai preso l’Unico che può vivere in piena luce; esso è andato a vivere altrove, ma lo ritroveremo… (vanno, sul palco arrivano gli alberi: Quercia, Pioppo, Abete, Edera)

Gatta:           (inchinandosi) Salute a tutti gli alberi del bosco…

Alberi:        …Salute  a te… salute a te…

Gatta:           È il gran giorno! Viene il nostro nemico a liberare le vostre energie  dalle cortecce e sarà lui in nostro potere, se noi vogliamo…è Tyltyl, il figlio del falegname che tanto male vi ha fatto…

Alberi:       (mormorio)

Gatta:       Certo deve sparire… È alla ricerca dell’Uccellino Azzurro  che voi nascondete all’Uomo dall’inizio del mondo… Sì, egli ha il Diamante miracoloso che vi può liberare!

Alberi:         (mormorio)

Gatta:         Prego? Sì sì, con lui c’è la sorellina, dovrà morire anche lei, certo. Tu, Abete preparale pure quattro tavole… e il Cane… lo so, quello ci darà fastidio! No, la Luce non è qui con loro, ho dato a credere ai bambini che era meglio se venivano soli, mentre dormiva… Stss… Arrivano… Arrivano! (entrano Tyltyl, Mytyl e Cane)
(viscida) Sì, padroncino… t’ho fatto da ambasciatrice,  va tutto bene… stavolta l’abbiamo in mano l’Uccellino Azzurro! (a parte a Tyltyl)
Ma perché ti sei portato appresso il Cane?  Te l’avevo detto che è in pessimi rapporti con gli Alberi… non vorrei che la sua odiosa presenza compromettesse l’esito del tutto…

Tyltyl:         (al cane) Ma te ne vuoi andare? Vattene ora, non mi servi. Sei fastidioso a lungo andare!

Cane:           Ma io non aprirò bocca… seguirò da lontano…

Mytyl:          No, no, io voglio che resti, ho paura quando non c’è lui…

Cane:           Brava! Che buona che sei! Voglio darti un bacio, ancora un altro!!

Gatta:          È malato, ha una forma di idiozia inguaribile… (a Tyltyl) Adesso devi girare il Diamante… piano piano, così!
(gli alberi cominciano a muoversi, la Quercia avanza, ha sulla spalla l’Uccellino Azzurro)

Tyltyl:        Ha l’Uccellino Azzurro, presto, presto! A me! Datemelo!

Alberi:        Silenzio.

Gatta:         Giù il cappello, è la Quercia.

Quercia:     (maestosa) Chi sei?

Tyltyl:        Sono Tyltyl, signora. Quand’è che potrò prendere l’Uccellino Azzurro?

Quercia:     Tyltyl il figlio  del falegname?

Tyltyl:        Sissignora.

Quercia:      Tuo padre ce ne ha fatto di male… Ha messo a morte centinaia e centinaia di miei parenti e affini…

Tyltyl:         Non lo sapevo, ma di sicuro non l’avrà fatto apposta.

Quercia:     Tu qui che ci sei venuto a fare? Perché hai fatto uscire le nostre anime dalle loro  dimore?

Tyltyl:         Io non volevo disturbare…

quercia

Quercia:    (severa) Tu stai cercando l’Uccellino Azzurro, il gran segreto delle cose… della felicità!

Tyltyl:           Sì, ma non per me, c’è una bambina malata, me lo ha chiesto la Fata Beryluna… e la Gatta mi ha detto…

Quercia:       Basta,  poche chiacchiere, dobbiamo prendere una decisione. (agli altri Alberi)
Qui c’è un bambino che, grazie ad un talismano rubato alle potenze della Terra, può impadronirsi del nostro Uccellino Azzurro e strapparci così il segreto della felicità. Ora noi l’Uomo lo conosciamo bene e da lungo tempo, per non avere dubbi della sorte che ci riserba, una volta in possesso del segreto! Perciò ogni esitazione mi sembra non solo stupida, ma anche criminale. La circostanza è grave, bisogna che il bambino sparisca prima che sia troppo tardi.

Tyltyl:        Ma che dice?

Cane:         Li hai visti i miei denti, vecchia paralitica?

Pioppo:      Vergogna! Sta insultando la Quercia!!

Quercia:     È il Cane? Che sia espulso! Non tolleriamo traditori!

Gatta:       (a Tyltyl)  Allontana il Cane… è un malinteso, fidati del mio senso diplomatico… aggiusterò le cose, ma allontana il Cane.

Tyltyl:       Ma come faccio, non ho il guinzaglio!

Gatta:        Guarda, c’è l’Edera… lo legherà perbenino e non ci darà più fastidio.

Cane:         (ringhiando) Sì, vado, vado. Ma tornerò se avrai bisogno di me…
(alla Gatta) Che soffi tu, Giuda, tigre, traditora, bau, bau!

(l’Edera lega il cane e  lo porta da basso, poi risale)

Cane:       (a Tyltyl, mentre scende) Hanno intenzioni brutte, sono cattivi… sta attento, piccolo dio… ah, mi tappano la bocca, non posso più parlare…

Quercia:      Ora che ci siamo sbarazzati di quel fastidioso animale, deliberiamo secondo la nostra giustizia e la nostra verità. La mia emozione è profonda e penosa. Per la prima volta ci è dato di giudicare l’Uomo e di fargli sentire quanto siamo potenti. Non credo che dopo tutto il male che ci ha fatto e le ingiustizie mostruose che ci ha imposto, resti il minimo dubbio sulla sentenza che lo attende…

Alberi:        No, No! Non c’è dubbio! Impiccaggione! Morte! Ne ha fatte troppe! Morte e senza farla tanto lunga.

Tyltyl:        (alla Gatta) Ma che hanno, che dicono?

Quercia:      Questa unanimità era inevitabile. Si tratta ora di decidere quale genere di supplizio sarà più pratico, sicuro e sbrigativo: quello che lascerà meno tracce accusatrici quando gli Uomini ritroveranno nella foresta i due cadaverini…

Tyltyl:          Ma che dice costei? Di che sta parlando?

Gatta:          Non riesco a capire che cosa dicono, ma la faccenda prende una brutta piega…

Quercia:       Si tratta ora di decidere a chi spetta l’onore di dare il primo colpo…

Abete:           A te spetta, decana nostra…

Quercia:        Io sono troppo vecchia, inizia tu..

Abete:           Ti ringrazio, venerabile, ma dal momento che già mi spetta il privilegio di incassare e seppellire le due vittime, ritengo che l’onore del primo colpo spetti ad un altro… al Pioppo, per esempio…

Tyltyl:          Traditori, traditori, (il Pioppo sta per agguantare Mytyl) Tylette, aiuto, aiuto!!

Gatta:          (ipocritamente, in un angolo) Non posso, mi sono pestata una zampina!

Tyltyl:         Tylò, Tylò, a me, a me !! (si difende con un coltello)

Cane:           (divincolandosi dall’Edera e ponendosi a protezione della bambina) Eccomi, eccomi, mio giovane dio, non devi aver paura … al Pioppo gli strappiamo i calzoni e alla Quercia la sottana…
(il Pioppo intanto bastona cane e padrone, e così l’Abete, musica di lotta)
Ahi! Il pioppo mi ha spezzato una zampa… l’Abete mi ha rotto un dente…

Tyltyl:        Mi hanno colpito a una spalla … mi sanguina la mano… Non ce la faccio a resistere…

Cane:         Arrivano, arrivano li sento all’odore…

Tyltyl:        Ma dove? Chi?

Cane:          Là, là! La Luce e gli altri… (entra Luce..)

Tyltyl:       Luce, Luce, aiutami, presto!

Luce:        Il Diamante, Tyltyl, gira il Diamante… rientreranno tutti nel silenzio e nell’oscurità… e non vedrai più i loro sentimenti. (gli alberi tornano normali ed escono di scena)

Tyltyl:       Ma che avevano? Erano tutti pazzi?

Luce:         No, dentro sono sempre così, ma non lo si sa perché non lo si vede. Ma te l’avevo detto: risvergliarli è pericoloso quando io non ci sono…

Tyltyl:        Se non era per Tylò… e se non avevo il mio coltello…

Cane:         Stai bene, padroncino? E la tua mano?

Tyltyl:        Niente di grave, Mytyl, per fortuna  non l’hanno toccata. Ma tu, mio buon Tylò? ti sanguina la bocca… e la zampa ti fa male?

Cane:          Non parliamone neanche, domani sarà tutto passato!
(la Gatta viene fuori zoppicando da un angolo dove si era raggomitolata)

Gatta:           Ohi, ohi, la Quercia mi ha ferito una zampina e mi duole tanto, ma tanto…

Mytyl:           (accarezzandola) Ma sul serio mia povera Tylette? Ma dov’eri? Non ti ho vista…

Cane:           (tra i denti)  Con te prima o poi facciamo i conti davvero!

Gatta:            (a Mytyl) Mammina, mi insulta, vuol farmi male…

Mytyl:            (al Cane) Vuoi lasciare in pace la mia gattina, cattivone?
(escono tutti, musica)

Narratore:     La Luce a questo punto decide di indirizzare i suoi protetti verso i giardini delle Felicità… forse l’Uccellino Azzurro si nasconde lì. Cane, Zucchero e Pane accompagnano i bambini.
(entrano  le Quattro Felicità e si mettono a gozzovigliare, chiasso, musica rumorosa, entrano da basso Luce, i bambini, Cane, Zucchero e Pane)

Tyltyl:        Quelle sono le Felicità? Hanno l’aria soddisfatta… devono essere felici… Come gridano! Ecco, ci hanno visti!

Luce:         Non temere, sono molto ospitali, Probabilmente ti inviteranno a pranzo… Non accettare, non accettare niente…

Tyltyl:       Che? Neanche un dolcetto… uno di quelli buonissimi, con la crema e i canditi?

Luce:         È cibo pericoloso, stronca la volontà. Bisogna saper sacrificare qualcosa al dovere da compiere. Rifiuta con cortesia ma con fermezza…

Felicità 1:   (tende la mano a Tyltyl e lo aiuta a salire sul palco) Tyltyl! Buongiorno, buongiorno, vieni!

Tyltyl:       Buongiorno, mi conosci, come ti chiami?

Felicità 1:   Io sono la Felicità  principale, la Felicità di essere Ricco; voglio invitare te e i tuoi amici ad onorare il nostro banchetto… ti presento le altre Felicità: questa è la Felicità di bere e mangiare quando non si ha più sete e fame… questa è la Felicità di non vedere nulla e di non fare nulla,  questa  è la Felicità… no, questa non te la posso presentare, non è adatta ai bambini… Ma vieni, dunque… aspettavamo solo voi!!

Tyltyl:          Grazie, grazie, Signora Felicità… ma non posso, almeno per il momento: abbiamo fretta… stiamo cercando l’Uccellino Azzurro… ma lo sapete, voi dove si nasconde?

Felicità 1:    Uccellino Azzurro?… Aspetta un po`… ma sì, ma sì… qualcuno deve avermene parlato tempo fa… ma non è commestibile… e quindi non è interessante per noi!
(intanto le altre Felicità hanno accolto Cane, Pane e Zucchero e li hanno messi a tavola con loro…)

Tyltyl:        Luce, hai visto? Si sono messi a tavola!

Luce:         (da basso) Richiamali! Finirà male, altrimenti.

Tyltyl:        Tylò, qua subito! E voi, Pane, Zucchero! Chi vi ha dato il permesso di allontanarvi?

Cane:        Io quando mangio divento sordo…

Zucchero:     Non si puo` essere scortesi…

Pane:         Sono impegnato… non voglio essere disturbato…

Felicità 2:    Vedete? Vi hanno dato il buon esempio, venite, venite…

Felicità 3:    A tavola, a tavola…

Felicità 4:    Vi faremo una dolce violenza… (cercando di trascinare i bambini)

Luce:        Tyltyl, gira il Diamante, presto, presto!!
(le Quattro Felicità fuggono via)

Tyltyl:       Che brutte! E dove vanno ora?

Luce:        Corrono a rifugiarsi dai Dispiaceri… e speriamo che ci restino!… Ora, gira il Diamante e  cerchiamo di scoprire l’anima di quelle Gioie che sopportano il suo splendore.

Tyltyl:        Tu le conosci? (entrano le Gioie che amano la  Luce).

Luce:        Si, le conosco tutte… (va)

Gioia 1:    Ciao, Tyltyl, non mi riconosci? Io sono una delle Gioie di casa tua…

Tyltyl:       Perché, ci sono Gioie nella mia casa?

Gioia 1:     Ma sentilo! Non lo sai che la tua casa è piena di Gioie? E siamo in tante! C’è la Gioia di essere in Salute… quella dell’Amore per i genitori, la Gioia dei Pensieri Innocenti… e queste sono solo le Gioie Piccole… ma lasciami correre  a chiamare le più Grandi, la gioia di Capire, la Gioia di essere Giusti, la Gioia di conoscere la Verità. Ma ecco: cè qui per te la Gioia che è la più grande di tutte… La Gioia di tua Madre, la Gioia dell’Amore Materno… eccola!
(rientra la Fata con un vestito da contadina…)

Amore Materno:    Tyltyl, Mytyl… qui vi trovo!  Ah, non me l’aspettavo, ero giù, a casa, sola sola, ed ecco che voi salite fin quassù, in questo cielo, dove le anime di tutte le madri fanno raggi di gioia! (li abbraccia)… ma non mi riconoscete… ma guardatemi bene… non sono queste le mie braccia, le mie labbra?

Tyltyl:       Sì, ma non sapevo… sei una che somiglia alla mamma, ma molto più bella!

Mytyl:      E il tuo vestito… sembra luminoso… di che è fatto? Di seta? D’argento?

Amore Materno:    No, di baci, di carezze, d’affetto… ma è il mio vestito di tutti i giorni… e voi in terra non lo vedete così perché avete gli occhi chiusi.

Tyltyl:       Sì, ora li riconosco: i tuoi occhi sono proprio i tuoi… ma sembrano pieni di stelle… e questa è la tua mano, la vedo, ma sembra più bianca e delicata… non lavori qui come a casa?

Amore Materno:    Ma sì, ma sì, è sempre la stessa, ma è diventata bianca e luminosa mentre ti accarezzavo… Mi riconoscerai ancora sotto il mio straccio di vestito, domani, quando sarai tornato a casa?

Tyltyl:        Non voglio tornare a casa… se tu stai qui voglio starci anch’io!

Amore Materno:     Tyltyl mio, io sto laggiù… noi stiamo laggiù… ti credi in cielo, ma il cielo è ovunque noi siamo abbracciati… Solo per rendertene conto sei arrivato fin qui… per imparare come bisogna vedermi quando, laggiù, mi guardi… Ma come hai fatto ad arrivare, chi ti ha indicato la strada?

Tyltyl:        La Luce! Vieni che te la presento… (vanno tutti)

Narratore:    Le Grandi Gioie cercano di trattenere la Luce con loro, ma Lei spiega che non puo’ rimanere… lo potrà solo più tardi, qundo scoccherà l’ora fatidica… (musica)
I ragazzi proseguono il viaggio e Luce li accompagna nel regno dell’avvenire.
(entrano da basso Luce, Tyltyl e Mytyl)

Mytyl:          Dov’è Zucchero? Dove sono gli altri?

Luce:            Non è bene che sappiano ciò che li aspetta nel corso dei secoli… perciò qui non possono venire…

Tyltyl:          Ma dove siamo?

Luce:        Nel Regno dell’Avvenire, tra i bambini non ancora nati… qui troveremo, forse, l’Uccellino Azzurro…
(entrano sul palco dei bambini che parlano tra loro e  indicano ad altri dietro la quinta i terrestri)

Bambini:    Venite a vedere i piccoli viventi!

Tyltyl:       Perché ci chiamano “i piccoli viventi”?

Luce:        Perché essi non vivono ancora…

Tyltyl:      E che cosa fanno?

Luce:       Aspettano l’ora di nascere… va da loro, parlaci… vedi, quello ti chiama.

Tyltyl:     Cosa gli dico?

Luce:       Quello che vuoi, quello che diresti ad un tuo compagno.
(Tylyl e Mytyl salgono sul palco e vengono accolti festosamente, Luce va)

Bambino 1:  (toccando il cappello di Tyltyl) Che cos’è questo? A che serve?

Tyltyl:       È un cappello… serve a riparare dal freddo…

Bambino 1:    Che cos’è il freddo?

Tyltyl:      Quando si trema… così… brrr… e si sta a disagio…

Bambino 1:    Fa freddo sulla Terra?

Tyltyl:      Beh, certe volte, d’inverno, quando il fuoco manca…

Bambino1:    E perché manca?

Tyltyl:       Ma, perché costa caro… e ci vuole il denaro per comperare la legna…

Bambino 1:     Cos’è il denaro?

Tyltyl:           La cosa per pagare.

Bambino 1:     Ah. (pausa) Io nascerò presto. È bello nascere?

Tyltyl:         Ma si, mica male…

Bambino 1:     Dicono che le madri aspettano alla porta… Sono buone?

Tyltyl:          Ah, sì, la cosa migliore che ci sia… Ma tu con cosa stavi giocando?

Bambino 1:    Con l’invenzione che porterò sulla Terra!

Tyltyl:       Che invenzione? Hai inventato qualcosa?

Bambino 1:     Ma, sì, non lo sai? Tutti portiamo qualcosa quando nasciamo! Non si può venire a mani vuote; vieni ti mostro la mia invenzione: serve ad essere felici!

Bambino 2:      Venite, venite a vedere la mia!

Bambino 3:       Anche la mia! Anche la mia!

Naarratore:    Mytyl e Tyltyl vengono trascinati dai loro nuovi amici negli angoli piu riposti dell’Avvenire… incontrano anche il loro fratellino, che nascerà di lì a qualche mese… (entra il fratellino)

Fratellino:      Buon giorno, come va?… vi conosco perché tra poco nascerò nella vostra casa… Di` alla mamma che sono pronto…e a papà di riparare la culla… ma a casa nostra si sta bene?

Tyltyl:          Beh, male non si sta! La mamma è buona… ma tu cos’hai in quella borsetta? Ci porti qualcosa?

Fratellino:     (con fierezza) Porto tre malattie: la scarlattina, la tosse convulsa e il morbillo…

Tyltyl:         …E, dopo, che farai?

Fratellino:     Dopo? Me ne tornerò via!…

Tyltyl:          Valeva proprio la pena di venire!…

Fratellino:    Si può forse scegliere? (si ode un fischio penetrante)… Attenti, il Tempo sta per aprire le porte!

Tyltyl:         Chi è il Tempo?

Bambino 1:      È un vecchio e fa l’appello di chi parte…

Tyltyl:          È cattivo?

Bambino 1:    Cattivo, no, ma non intende ragioni: si ha un bel supplicare, se non è il momento, respinge chi vuol partire…

Tyltyl:        E fa piacere andarsene?

Bambino 1:     Non si è contenti di restare… ma si è tristi quando si va via…
(entra sul palco il Tempo, vecchio con la barba lunga bianca, una falce  e una clessidra in mano e, da basso, Luce)

Tempo:       Avanti, avanti a chi tocca… non fate confusione… quelli che devono partire si mettano in fila, ordinati, presto, presto… mi fate sempre perdere tempo… (musica) Ma chi c’è qui che non deve esserci?  Due bambini vivi… da dove siete entrati, bricconi? Ah, se vi prendo…

Luce:         (da basso) Non rispondergli… ho l’Uccellino Azzurro… l’ho preso qui e l’ho nascosto sotto il mio manto… Fuggiamo! Gira il Diamante… perderà le nostre tracce…
(musica, buio, vanno tutti, poi al riaccendersi della luce sul palco si vedono Tyltyl, e Mytyl, addormentati in terra, poi entra  la Madre)

Madre:       In piedi, su, su… in piedi, dormiglioni… sono le otto! Il sole è già alto… Dormono… come dormono! Su, Tyltyl, su!

Tyltyl:        Luce, Luce, non andartene…

Madre:       Luce? La luce? … ma sì che c’è la luce! E da un bel pezzo! Che hai! Neanche t’avessero accecato!

Tyltyl:         Mamma, mamma, sei tu?

Madre:        Io, certo, chi altri vuoi che sia!  Che hai da guardarmi come se fossi un’appparizione!

Tyltyl:         Fa bene rivederti… dopo tanto tempo… Allora sono a casa!

Madre:         E dove vorresti essere?

Tyltyl:         Abbiamo fatto un viaggio molto lungo… abbiamo visto il Nonno e la Nonna… chiedilo a Mytyl… abbiamo conosciuto la Notte, gli Alberi e le Felicità, le Gioie… c’eri anche tu, ma molto più bella… e c’erano anche Tylò e Tylette… vero Mytyl?

Mytyl:          È vero, è vero! La Nonna ci voleva fare la minestra di cavoli… e Tylette era così carina…

Madre:      (inquieta) Sono malati, vaneggiano! Papà, Papà vieni qui i bambini stanno male!
(entra il Padre)

Padre:        (calmo) E allora, che c’è? Mica hanno l’aria malata: guarda che colorito!
(bussano alla porta)
Avanti, chi è? (entra la Vicina)

Vicina:        Buona giornata e buone feste a tutti!

Tyltyl:        Mytyl, guarda, la Fata Beryluna!

Vicina:      Come, Tyltyl, non mi riconosci? Sono la signora Berlingot…

Madre:       A proposito, come sta la sua nipotina?

Vicina:      Così così, il medico dice  che è l’età… ma io lo so che cosa la guarirebbe… anche stamattina me lo chiedeva come regalo di Natale…

Madre:      Si, lo so, la tortorella  di Tyltyl… Allora, Tyltyl, glielo vuoi regalare una buona volta il tuo piccione a questa povera bambina? Tanto, per quello che ne fai… non lo guardi neanche più… e lei, invece gli muore dietro da tanto tempo…

Tyltyl:        Già è vero, la mia tortorella! (va alla gabbia) Mytyl, guarda è diventata quasi azzurra! È l’Uccellino Azzurro della Fata Beryluna!… (porgendo la gabbia) Ecco Signora Berlingot, lo dia alla sua bambina e la faccia felice! Glielo porti subito!

Vicina:      Ma no, davvero? Me lo regali? Grazie, grazie! Scappo!! (va)

Tyltyl:        (guardandosi intorno) Mamma, Papà, avete fatto qualcosa alla casa?… È come prima, ma è molto più bella!  (verso la quinta) Di qui si vede il bosco… sembra nuovo. Qui si è felici… Tylò, Tylò… ti ricordi come ti sei battuto per noi stanotte?

Mytyl:        E l’Acqua? Buongiorno!  e lo Zucchero e il Pane?  Come sono buoni!

Tyltyl:         (volteggiando) Sono felice! Sono felice!

Mytyl:         Anch’io, anch’io!

Madre:        Ma che hanno?

Padre:         Lasciali stare, non ti inquietare… giocano ad essere felici! (bussano) Avanti!
(entra di nuovo la vicina con una bambina, che ha in mano la tortora di Tyltyl)

Vicina:       Visto il miracolo?

Madre:        Non è possibile, è in piedi!

Vicina:        In piedi? Corre, salta.  Su, piccina, va a ringraziare Tyltyl…
(la bambina bacia Tyltyl)  

Tyltyl:         (imbarazzato) È abbastanza azzurro?

Bambina:     Sì, per me va bene…

Tyltyl:         Sai, ne ho visti di più azzurri, ma quelli proprio azzurri non si riesce a prenderli o, se lo fai, cambiano colore… o muoiono…
(mentre parlano la bambina lascia fuggire la tortora che vola via…)

Bambina:     (con un grido disperato) Ah, Nonna, è volato via!!

Tyltyl:         Non è nulla! Non piangere… lo riprenderò…
(venendo al proscenio)
Se qualcuno lo ritrova, sarebbe così gentile da riportarlo?
Ne abbiamo bisogno, per essere felici!
(musica)

FINE

azzurrino

Pubblicato da: scudieroJons | agosto 13, 2016

Tuffi nel verde

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