Pubblicato da: scudieroJons | luglio 4, 2015

Artisti condensati

Un fantasioso appassionato d’arte ha condensato in una serie di immagini minimaliste l’arte di alcuni pittori famosi. Il suo diligente lavoro ci permette di mettere alla prova la nostra conoscenza dell’arte moderna provando a indovinare il nome dell’artista che si cela in ogni composizione.

Per avere la conferma dell’esattezza della risposta basterà cliccare su ogni immagine.

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Pubblicato da: scudieroJons | luglio 2, 2015

EXPO segreto – 7

Passeggiata serale a Expo per Veronica Lario. L’ex signora Berlusconi è arrivata al sito di Rho-Pero alle 20,30, sola, ed è stata accolta dalla responsabile comunicazione di Expo, Rossella Citterio, che l’ha accompagnata nell’ufficio del commissario Giuseppe Sala.
Visita privata, spiega la signora Lario, che è già stata all’Esposizione: “Sono venuta una sera con i miei nipoti a vedere lo spettacolo del Cirque du Soleil e ho attraversato i percorsi didattici: Expo va visitato più volte.  Mi ha conquistata”.
“Com’è il suo rapporto con il cibo? Lei ama cucinare? – sono state le successive domande del cronista – C’è una ricetta che consiglierebbe alle giovani donne?”

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“Mi piace scegliere bene le materie prime, è la regola fondamentale della buona cucina. Per il mio piatto preferito, il paperone ai ferri, voglio essere io stessa a spennarlo, per evitare che mani inesperte me lo rovinino. Una volta riuscivo a strappare fino a tre milioni di piume al mese, ma anche adesso che sono nonna il mio milione e quattrocentomila piume al mese lo strappo comodamente. Quando il paperone è troppo vecchio per i ferri è naturale che venga fatto bollito, e allora io lo lascio cuocere nel suo brodo”.
“E per una pietanza simile, qual è il contorno più adatto?”
“Le patatine novelle, senza alcun dubbio. Sono la morte sua!”

Pubblicato da: scudieroJons | giugno 29, 2015

L’anima degli scacchi

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Quello rappresentato nell’immagine secondo le intenzioni della pubblicità commerciale dovrebbe essere lo scacco matto della Regina della Casa nei confronti dello Sporco Impossibile; ma i giocatori più esperti avranno certo riconosciuto il matto del barbiere, che si esegue manovrando Alfiere e Regina come se fossero le lame di un paio di forbici.

Uno Sporco Impossibile più duro da battere potrebbe essere Mefistofele, che infatti giocando a scacchi contro il povero Faust lo ha ridotto allo stremo e annuncia trionfante che alla prossima mossa darà scacco matto, come appare nel dipinto di Friedrich Moritz August Retzsch.
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Si vede sulla scacchiera un re nero avente le stesse sembianze del diavolo, che spinge i suoi terribili sgherri, i vizi, contro le tremebonde figurine che rappresentano le residue virtù del giocatore umano. Tra i diavoli ce n’è uno che calpesta la Croce, a indicare che vuole distruggere la cristianità, e altri che avanzano con un braccio alzato e l’altro dietro la schiena, a nascondere un pugnale,  simbolo della menzogna e del tradimento. L’angelo osserva mestamente ma non può fare niente per salvare l’uomo.

Il povero Faust sembra irrimediabilmente perduto, ma non è di questo parere il vescovo Kenneth Ulmer.
Egli, nel corso di un sermone, raccontò che un famoso giocatore di scacchi, vedendo il quadro e analizzando la posizione dei pezzi aveva esclamato: “Non tutto è perduto! Il re ha ancora una mossa, per sottrarsi allo scacco matto!”
Questa allegoria scacchistica gli serviva per annunciare al suo uditorio che anche l’uomo più disperato, che ha esaurito senza esito tutte le sue risorse, che si dibatte vanamente nelle tenaglie del vizio, e che ormai vede l’abisso spalancarsi sotto i suoi piedi, può essere ancora salvato, perchè: “Il Re ha ancora una mossa!”

“Vi ricordate – egli dice, – di Mosè, sulla riva del Mar Rosso che gli bloccava il cammino e con alle spalle l’esercito del faraone che stava per raggiungere e massacrare il suo popolo? Dio, il Re, gli disse: “Solleva il tuo bastone!” E il mare si spalancò davanti a Mosè che potè mettersi in salvo camminando sulla terra asciutta. “Perché il Re ha ancora una mossa!”

“Vi ricordate di Paolo e Sila, ingiustamente incatenati e gettati in fondo a una prigione, a Filippi, che pregavano tutta la notte?” Dio disse al terremoto: “Scendi sulla terra e libera i miei figli!” E il terremoto fece crollare i muri della prigione, abbattè le porte e sciolse le catene. “Perché il Re ha ancora una mossa!” proclama il vescovo Ulmer.
Un Re che abbia questo enorme potere di salvazione non appartiene agli scacchi, e perciò lasciamo al vescovo Ulmer la responsabilità di usare questa metafora per l’edificazione e la redenzione dei fedeli della sua chiesa.

Negli scacchi queste cose non accadono. Quasi mai.
Uno dei pochissimi casi in cui uno scacco matto inevitabile viene prodigiosamente ribaltato, con una mossa imprevedibile, è rappresentato da questi diagrammi.
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Ma nella reale pratica degli scacchi le cause della vittoria o della sconfitta sono tutte terrene, leggibili e riconoscibili.

Uno degli elementi che concorrono a rendere efficace il gioco è l’uso sapiente che si dovrebbe fare dei pedoni.
Il musicista e grande giocatore francese André Danican Philidor (1726 – 1795) raccomandava: “de bien jouer les pions; ils sont l’âme des Echecs”, che tradotto alla lettera significa “giocare bene con i pedoni; sono loro l’anima degli scacchi”.
Personalmente non ritengo che Philidor si riferisse all’anima degli scacchi come a un’entità metafisica. A mio parere i pedoni rappresentano l’ossatura di uno schema, l’anima metallica di una figurina di materiale fittile, lo scheletro su cui si costruiscono strategia e tattica degli scacchi, i muri solidi di un labirinto che deve impedire il libero movimento ai pezzi avversari e facilitare quello dei nostri pezzi, aiutandoli nelle fasi di difesa e di attacco.

Pubblicato da: scudieroJons | giugno 27, 2015

Un gioiello del cinema

I Gioielli di Madame de…

di Max Ophüls

(continua)

Pubblicato da: scudieroJons | giugno 26, 2015

Epitaffio per un cicisbeo

Il destino, spolverando, li aveva fatti incontrare,
ma poi, crudele, li aveva separati.
Lui era un damerino, era risaputo,
e sapeva far sognare una ragazza di campagna.
Ma un giorno le aveva spezzato il cuore
flirtando sotto i suoi occhi con un’altra.
Perciò la cowgirl gli fece un’asola nello jabot,
e scoprì che era fragile, e vuoto.

Proximity from JOSS UA (Joshua Cox) on Vimeo.

Pubblicato da: scudieroJons | giugno 24, 2015

La posseduta

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Una decina di giorni fa Repubblica raccontava:
In coda, tra i tanti pellegrini in attesa di visitare la Sindone, c’era anche lei. Una donna di Lecco. All’apparenza una come tante se non fosse che da tempo dice di essere posseduta. Il diavolo, sostiene, le fa compiere cose contro la sua volontà. Da tempo viene seguita da uno degli esorcisti nominati dalla Chiesa, a Milano. Venerdì era anche lei in fila, in attesa di vedere il Sacro Lino. Nessun problema, finchè non si è trovata davanti alla Sindone. Chi ha assistito alla scena è rimasto incredulo. La donna è entrata come in trance: si è messa a pronunciare frasi incomprensibili, in una lingua sconosciuta ai presenti, poi è finita a terra. Le persone che le erano vicino hanno cercato in qualche modo di aiutarla, ma la crisi non sembrava attenuarsi, anzi. «Ha iniziato a girare la testa a scatti, in una maniera innaturale. Sembrava un film dell’orrore» Le convulsioni, accompagnate da un stato quasi di trance, sono durate in tutto una decina di minuti. Poi, all’improvviso, senza che nessun farmaco venisse somministrato, la donna si è come destata. Ha ripreso a parlare normalmente e si è rialzata in piedi. Sembrava stare molto meglio, come se fosse rinata. Poi è uscita dalla visita e si è allontanata come se nulla fosse successo.

Alcuni giorni dopo è arrivata una lettera da parte dell’interessata.

Gentile redazione,
scrivo in merito all’articolo da voi pubblicato il 14 giugno, riguardante la donna posseduta alla Sacra Sindone, e al relativo approfondimento con intervista all’esorcista Don Egidio Zoia. Infatti la donna in questione sono io, e per ovvie ragioni di privacy, vi prego di mantenere il mio anonimato.
Ci sono infatti delle informazioni fasulle in quanto ho avuto modo di leggere: innanzitutto non sono io che dico di essere posseduta, e neppure ho detto che il diavolo mi fa compiere cose contro la mia volontà. Non sono io che dico di essere posseduta, ma il fatto è stato accertato e comprovato da tre differenti esorcisti autorizzati dall’Arcidiocesi di Milano. Inoltre la crisi di possessione, che effettivamente ho avuto, non si è verificata davanti alla Sindone, ma allo scadere del tempo della visita, mentre eravamo invitati all’uscita. Non è neppure vero che quando la crisi è finita mi sono rialzata e sono uscita dalla visita come nulla fosse, poiché la visita era già finita, e le persone che mi hanno accompagnata lì, alcuni volontari del centro esorcismi di Milano che ben conoscono la mia situazione, appena hanno capito che iniziavo ad avere reazioni si sono affrettati a portarmi fuori dalla chiesa. È qui che ho avuto la crisi di possessione.

La protagonista si dilunga nel descrivere la sua situazione. Ha raccontato, tra le altre cose, che durante le crisi riesce a parlare in aramaico senza averlo mai studiato. Un po’ come accade con l’italiano al senatore Razzi, che infatti è stato posseduto prima da Di Pietro e lo è attualmente da Berlusconi.  Loda il prete esorcista intervistato da Repubblica che correttamente non ha voluto esprimere un giudizio definitivo sulla possessione, perché non era stato presente al fatto. Infine così conclude.

Purtroppo, in questo cammino di grande sofferenza, mi sono resa conto che c’è molta superficialità e ignoranza nell’affrontare questo argomento. Viviamo in una società di luoghi comuni, dove una persona posseduta può essere facilmente etichettata come pazza, malata, invasata, o come un mostro da film dell’orrore.

Abilmente confezionato nell’amara conclusione arriva il pezzo forte, quello che tutti gli esorcisti amano ripetere:

Questi sono problemi molto seri, il demonio esiste e si prende gioco di noi anche con questi subdoli inganni: far credere che non esiste, banalizzare le cose e confondere. Del resto lui è il grande divisore.
Firmato: La ragazza posseduta che presto sarà liberata.

Dopo aver letto questa lettera ho pensato con soddisfazione a quanto sia stata gentile e premurosa quella donna a voler rettificare la notizia, in modo che tutti noi potessimo avere una corretta cognizione dei fatti, e mi è venuto spontaneo pensare che anche il diavolo che la possiede è stato gentile e magnanimo nel lasciare che scrivesse la lettera senza rattrappirle le dita attorno alla penna o senza arrostirle il disco fisso del computer.
Davvero se ne vedono in giro pochi di diavoli così amanti della verità!
Ma subito dopo ho pensato: ma che babbeo di diavolo è questo? Non lo sa che avrebbe dovuto impedirle con tutti i mezzi di confermare di essere posseduta? Non ha letto quello che dicono i sacri testi? Il diavolo deve sempre fare in modo che tutti neghino, come fanno i mafiosi con la mafia, perché dove non si crede all’esistenza del diavolo lui può compiere meglio il suo lavoro di perdizione. Ma ormai quel diavolo incapace sarà stato mandato a spalare carbone sotto la caldaia della pece bollente, e un altro, più preparato ed efficiente sarà comandato ad esercitare l’ambitissimo servizio di possessione della signora.
Appena arrivato, la prima cosa che le farà dire sarà questa: “Il diavolo non esiste”.
Che è la pura verità.
Già, ma il diavolo può dire la verità, qualche volta? No, lo escluderei. Certo che è una situazione tremenda! Non c’è via d’uscita.
L’unica è provare fare una possessione asintomatica, senza dare segni di presenza; starsene in silenzio dentro la posseduta, leggersi un buon libro seduti in poltrona, o fare uno di quei lavoretti per tenere in ordine la casa che si rimandano da troppo tempo, e lasciare che quelli di fuori dicano e facciano quello che vogliono, senza mai reagire.
Specialmente se qualcuno grida: “Per l’autorità conferitami da Zuckerberg, te lo ordino! Esci da questo account!”
Mi raccomando di non uscire mai, perché se poi non ti ricordi la password per rientrare, sei fottuto.

Pubblicato da: scudieroJons | giugno 21, 2015

Estate

E’ arrivata l’estate e Google le ha dedicato un disegno animato, uno dei suoi famosi doodle.

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I sei ghiaccioli che se ne stanno ritti sotto il sole, forse con lo sguardo fisso all’orizzonte, dove il mare è più blu, con il loro gocciolare inarrestabile rappresentano lo scorrere del tempo, la caducità dell’esistenza, l’inevitabile fine di tutte cose belle.

Ma che sta succedendo?

Perché il ghiacciolo numero 6 non gocciola come da regolamento come fanno i primi cinque? Qui si sta cercando di sovvertire le leggi naturali della termodinamica! C’è qualcuno che sente dentro di sé una tensione all’infinito e aspira a raggiunere l’immortalità, sfidando l’onta dell’immoralità.
Lo sanno tutti che i ghiaccioli di buoni costumi devono gocciolare. Esiste un’immensa letteratura sull’argomento, come testimonia la blogger veroniha88 che così si confessa ai suoi fans: “Arriva l’estate e per me vuol dire una parola sola, LIUK. Lo conoscete il Liuk? E’ il re dell’estate. Ne mangerei a vagonate, c’ha il limone che è il limone-ghiacciolo più buono di tutti i limoni-ghiacciolo che ho provato, e ha lo stecco di liquirizia, che a me non piace, ma son dettagli. Comunque è inutile che ci giro intorno, io i ghiaccioli non li so mangiare. Mi gocciola tutto sulle mani, che diventano appiccicosissime e questo, se sono sulla spiaggia per esempio, vuol dire SABBIA CHE SI ATTACCA AUTOMATICA. E poi arrivo a un certo punto e le leggi della fisica l’hanno sempre vinta su di me, tento di anticiparle, di essere più veloce e più precisa, ma succede sempre che a un certo punto PLOF, mi cade l’ultimo pezzo del ghiacciolo e rimane solo lo stecco di liquirizia. Capite che intendo? solo lo stecco di liquirizia fasulla! Che amarezza grossa”.
Ma finalmente qualcuno è venuto in soccorso di questa e di milioni di altre vittime della goccia appiccicosa:  Non si scioglie e non sgocciola: è il nuovo ghiacciolo che arriva dall’ Inghilterra che, – scriveva nel 2003 il quotidiano “Daily Mail” – sarà messo in vendita tra qualche giorno da una catena di supermercati britannici, la Iceland, che ha ideato e sviluppato la speciale miscela. I ghiaccioli Iceland non sgocciolano né si sciolgono: sotto i raggi del sole il ghiaccio si trasforma in una gelatina dallo stesso sapore del gusto del ghiacciolo. I ghiaccioli, che costeranno circa due euro, avrebbero raccolto già convinti consensi dai primi assaggiatori. «I nostri clienti – spiega Calum Kirk, manager dei supermercati Iceland – ci hanno sempre confermato di amare i ghiaccioli ma, soprattutto per i bambini, lo sgocciolamento è sempre stato un problema. Così abbiamo pensato di offrire questo prodotto per trovare una soluzione contro le dita appiccicose. Il nuovo ghiacciolo è anche più facilmente conservabile e trasportabile».

Ecco risolto il mistero del ghiacciolo che non gocciola. Ma questo può prefigurare l’insorgere di un problema ancora più drammatico.

Questo novello Prometeo, che dopo averci donato il fuoco tanto tempo fa, oggi ci dona il freddo inestinguibile, non avrà osato troppo? Se dovessimo venire a sapere che questo benefattore del genere umano è stato di nuovo incatenato al Caucaso da un dio irato, oggi che non disponiamo di un altro Ercole saremmo moralmente tenuti a partire subito per andarlo a liberare.

Ma siamo realmente pronti?

Pubblicato da: scudieroJons | giugno 20, 2015

A. V. O.

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Riusciranno i nostri eroi a riabbracciarsi dopo un mesto distacco, un subitaneo ripensamento, un movimentato inseguimento e alcuni incresciosi contrattempi?
Se dipendesse soltanto da lui non potremmo contarci troppo. Dopo alcuni tentativi falliti si stancherebbe e rinuncerebbe.
Ma non dobbiamo dimenticarci che c’è lei!
Una donna che si fa incidere nella carne dell’avambraccio il motto latino:

AMOR
VINCIT
OMNIA

non può essere fermata da niente e da nessuno.

Pubblicato da: scudieroJons | giugno 18, 2015

EXPO segreto – 6

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Oggi all’Expo è stata la giornata di Michelle Obama. La First Lady era arrivata ieri a Malpensa e ad attenderla c’era Roberto Maroni, uno dei capi storici del partito razzista del nord.
E’ quel partito che spende migliaia di euro per mettere il Crocifisso in tutte le aule scolastiche e in tutti gli uffici pubblici e poi il giorno che Cristo finalmente decide di venire con i barconi, vestito da profugo, minacciano di prenderlo a cannonate.
Quando il portellone dell’aereo si è aperto e sono apparsi gli importanti viaggiatori, Maroni ha avuto un gesto di stizza: “Ma cosa fanno a Roma? Gli ho detto che non voglio altri migranti arrivati per mare e quelli me li mandano con l’aereo?” Poi gli hanno spiegato che era tutto a posto.
Michelle era così ansiosa di andare all’Expo a cucinare con un gruppo di ragazzi, che si era messa il grembiule già prima di scendere dall’aereo. Appena a terra ha dichiarato: “I’m excited to be in Milan”. E qui la faccenda diventa preoccupante. Allora domani, quando arriverà a Venezia, cosa farà? Come minimo appena vede il Ponte di Rialto dovrà cambiarsi le mutande.

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A salvarla dagli emuli nostrani del Ku Klux Klan sono arrivati subito dopo Matteo Renzi e sua moglie Agnese. Michelle si è infervorata nel raccontare alla professoressa Agnese le soddisfazioni che le danno i ravanelli e la lattuga che coltiva nell’orto della Casa Bianca. Un po’ meno soddisfacente la coltura delle rape. “A chi lo dice! – le ha fatto eco Agnese, – Sapesse la fatica che faccio io tutti gli anni con le mie rape! Ma si sa. Come dite voi in America?  You cannot get blood from a turnip”.

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Pubblicato da: scudieroJons | giugno 16, 2015

Gli eroi della fanciullezza

Da quanti anni non vedevo questo film! E’ stata una bellissima sorpresa ritrovarlo, ma anche il frutto della perseveranza. L’ho cercato per tanto tempo.

E’ stato come ritrovare un vecchio amico sempre giovane.

Come stai caro Ernesto?

Mio povero, eroico soldato Nemecek.

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