Pubblicato da: scudieroJons | novembre 22, 2014

Tale e koale a lui

equale

Oltre ad avere le stesse idee di Berlusconi sull’economia e sul lavoro, Matteorenzi dimostra di avere la stessa abilità nell’insolentire e provocare i suoi oppositori, suscitandone la reazione, per poter passare per vittima di oltraggio quando qualcuno, preso dalla foga, eccede la misura. Ha sbagliato Landini a dire che Renzi non ha il consenso degli onesti, dato che, essendo il voto segreto, nessuno può dire con precisione come votano i ladri, i truffatori, i magnaccia e i farabutti in genere. Ma un’idea negli anni ce la siamo fatta; e siccome i proverbi condensano la saggezza dei popoli, Landini, e ciascuno di noi, potrebbe dire tranquillamente:”Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei!”

Pubblicato da: scudieroJons | novembre 19, 2014

Leon Battista Alberti e la mosca

lamosca Si dice che non so quale filosofo di celebrata fama era solito stupirsi della sciocchezza degli uomini, perché trascurano la maggior parte delle cose che si mostrano con assoluta evidenza e che facilmente si possono conoscere; mentre si sforzano di scrutare con tutto il loro zelo e la loro sagacia quelle che la natura ha occultato e confinato in luoghi oscuri.

Queste parole, che a prima vista potrebbero sembrare uno dei tanti commenti antiscientifici che sono sgorgati spontaneamente dallo strato culturale medio della nazione, in riferimento alle notizie che arrivavano sulla missione della sonda Rosetta, in realtà sono state scritte, con intento satirico, più di cinque secoli fa da un grande umanista del Rinascimento italiano a un letterato e filosofo suo amico. Prendendo lo spunto da una traduzione  dell’Elogio della Mosca di Luciano di Samosata, l’architetto, scrittore, matematico, umanista, filosofo Leon Battista Alberti, scrive a Cristoforo Landino una lunga lettera in cui, finge di voler parlare delle cose umili che sono così vicine a noi che quasi non le vediamo mentre siamo tutti intenti a osservare le stelle.

“Non la smetteremo mai noi stolti uomini con la nostra molesta curiosità di scandagliare la distesa del cielo e i moti degli astri e altri simili cose che anche la natura conosce appena? E delle superiori qualità di un essere vivente rispetto ad un altro essere vivente o dell’utilità che possono arrecarci per una condotta di vita onesta e felice soprattutto coloro con cui trascorriamo la nostra esistenza, non ci preoccupiamo minimamente?”

Da questa premessa si lancia arditamente per tessere le lodi dell’umile insetto, traendo i suoi argomenti da ogni campo dello scibile, dalla storia alla mitologia, dalla filosofia alla ricerca scientifica. Solo parlando di Plinio commette un’inesattezza, perché cita l’Etna, forse per un lapsus, dato che il monte su cui morì il naturalista era il Vesuvio. E avrebbe certo continuato più a lungo nella sua apologia se avesse potuto sapere che oggi alcuni scienziati, effettuando ricerche con macchine fotografiche modernissime, (frutto probabilmente dei risultati raggiunti nella ricerca spaziale) hanno accertato che il movimento con cui una mosca si sottrae al suo assalitore viene effettuato in 200 millesimi di secondo, meno di un battito di ciglia che dura da 300 a 400 millesimi di secondo. Il grande umanista avrebbe anche appreso con piacere che un grande poeta dei tempi moderni ha scritto per la donna amata, la sua Drusilla, morta, che aveva il nomignolo di Mosca, dei versi dolci e insieme dolenti.

Caro piccolo insetto

che chiamavano mosca non so perché,

stasera quasi al buio

mentre leggevo il Deuteroisaia

sei ricomparsa accanto a me,

ma non avevi occhiali,

non potevi vedermi

né potevo io senza quel luccichìo

riconoscere te nella foschia.

E se infine Leon Battista Alberti avesse potuto prevedere le sorprendenti realizzazioni dell’avanguardia artistica, che hanno saputo trasformare un gesto così banale come quello di dare la caccia al fastidioso insetto, in un fantasmagorico esercizio di stile, avrebbe certo scritto un trattato sull’argomento.

esercizi

Pubblicato da: scudieroJons | novembre 14, 2014

La fiamma della passione

firefox

Con il suo estemporaneo logo, con il motto che lo accompagna, la Volpe dalla Coda di Fuoco mi ha regalato l’emozione di un ricordo: la stessa che provavo leggendo nel Piacere di Gabriele D’Annunzio i versi della Chimera nel Re di Cipro:

“Vuoi tu pugnare?
Uccidere? Veder fiumi di sangue?
gran mucchi d’oro? greggi di captive
femmine? schiavi? altre, altre prede? Vuoi
Tu far vivere un marmo? Ergere un tempio?
Comporre un immortale inno? Vuoi (m’odi,
giovane, m’odi) vuoi divinamente
amare?”

A quelle spaventose domande, che recitavo in modo appassionato, ero incapace di rispondere affermativamente. Tranne che all’ultima, alla quale rispondevo di sì!, sì! e speravo che la Chimera esaudisse il mio desiderio.
A distanza di tanti anni, più mestamente, devo recitare altri versi dello stesso autore.

Ella tacque. Io la guardava.
In quell’attimo confuse
le nostre anime rimasero.
Io non seppi dirle: «V’amo.»
Ella, forse paventando
l’ora, disse — Rientriamo;
è già tardi. Io vi saluto. —
E, tendendo la sicura
man, sorrise un’altra volta.
Quindi uscì.
La sua figura
ondeggiava alta ne ’l passo,
con un ritmo affascinante.
Un pensier dolce mi venne:
«Io sarò forse l’amante;
io felice le mie notti
dormirò sopra il suo cuore!»
Ah, perchè voi mi fuggiste?
Ebro come d’un liquore
troppo forte, ebro di voi,
de ’l ricordo di voi, sento
da quel giorno in tutti i baci,
sento in ogni blandimento
femminile, sento in ogni
voluttà più desiata,
o signora, voi, voi sola;
voi che tanto avrei amata!

Pubblicato da: scudieroJons | novembre 12, 2014

Rosetta e la cometa

Centro di controllo a Maggiore Tom
Centro di controllo a Maggiore Tom
Prendi le tue pillole di proteine e indossa il casco
Centro di controllo a Maggiore Tom
(dieci… nove… otto… sette… sei…)
Il conto alla rovescia è in corso. Accensione motori!
(cinque… quattro… tre…)
Controlla l’avvenuta accensione, e che Dio ti aiuti!
(due… uno… Partenza!)

Qui è ancora il Centro di controllo per il Maggiore Tom
Hai avuto un successone!
E i giornali vogliono sapere perfino che maglietta indossi.
Ora è il momento di lasciare la capsula, se te la senti.
“Qui è il Maggiore Tom per il Centro di controllo
Sto uscendo dallo sportello
E sto galleggiando in un modo meraviglioso
E le stelle sembrano molto diverse oggi
Perché qui
Sto seduto in un barattolo di latta
Lontano, sopra il mondo.
Il pianeta Terra è blu
E non c’è niente che io possa fare

-

Anche se ho percorso 100 milioni di miglia
Mi sento ancora molto bene
E penso che la mia astronave sappia da che parte andare
Dite a mia moglie che l’amo pazzamente; lei sa cosa voglio dire.”
Centro di controllo a Maggiore Tom
Il tuo segnale è sparito, c’è qualcosa che non va?
Mi puoi sentire, Maggiore Tom?
Mi puoi sentire, Maggiore Tom?
Mi puoi sentire, Maggiore Tom?
Mi puoi…
“Eccomi qui a galleggiare intorno a un barattolo di latta
Lontano, sopra la Luna.
Il pianeta Terra è blu
E non c’è nulla che io possa fare.”

David Bowie

Pubblicato da: scudieroJons | novembre 9, 2014

La Strega Rossa

stregarossa

La Strega Rossa è una nave che solca i mari della Polinesia trasportando un carico di lingotti d’oro. Viene deliberatamente lanciata dal suo comandante contro un banco di scogli affioranti per provocarne l’affondamento. In seguito il comandante ritorna sul punto del naufragio, che lui solo conosce, e s’immerge per recuperare il prezioso carico. Il relitto della nave è adagiato su un basso fondale, è sull’orlo di un profondo abisso, e sembra che dorma. Quando la nave viene liberata dal peso del suo carico si riscuote, si sveglia, sente la presenza dell’uomo che l’aveva tradita e si precipita nell’abisso, trascinando l’uomo con sé. Perché le navi hanno memoria lunga e sono vendicative, come gli elefanti, e le donne.

Pubblicato da: scudieroJons | novembre 8, 2014

Avanti tutta!

 

titan

Pubblicato da: scudieroJons | novembre 8, 2014

Invasione e ritirata

thewarriors

Nella partita che segue il bianco ritarda l’arrocco il più possibile per anticipare l’attacco e per riservarsi di scegliere il lato più favorevole. Decide infine di arroccare dal lato di donna, il cosiddetto arrocco lungo, per iniziare un assalto di pedoni contro l’arrocco del nero, che più tradizionalmente ha arroccato sul lato di re. Sia perché l’arrocco lungo è già in partenza meno solido di quello corto, sia perché alcuni pedoni dell’arrocco erano stati imprudentemente avanzati in precedenza, ne consegue che la scelta del bianco si rivela subito errata. Fatto oggetto di un nutrito attacco, per tutto il centro di partita il re bianco sarà impegnato in una faticosa ritirata verso il lato che tutto sommato appare più sicuro, mentre in mezzo alla scacchiera una mischia furiosa sta decimando attaccanti e difensori.

Quando il re è prossimo alla meta sembra quasi che si stia preparando a gridare “Mare! Mare!”, perchè spera di trovare in esso la salvezza, come accadde ai soldati greci superstiti dell’avventurosa ritirata narrata da Senofonte. Ma è brutalmente costretto a scontrarsi con la cruda realtà. Quelli che gli erano sembrati scogli bianchi di spuma sono solo i pezzi residui del suo seguito, pietrificati nell’atto di assistere impotenti alla scena del loro re che viene mattato.

Pubblicato da: scudieroJons | novembre 5, 2014

La spassosa, la tenerona e la sciccosa

Piccola antologia degli inconvenienti del dating online.

 

Però per Sarah un po’ mi è dispiaciuto. Si poteva offrirle un’altra possibilità.

Pubblicato da: scudieroJons | novembre 3, 2014

Scacchi e psicologia

Pubblicato da: scudieroJons | novembre 2, 2014

Fondata sul lavoro

landini

Nell’editoriale di oggi su Repubblica, Eugenio Scalfari scrive:
“Ho scritto più d’una volta nelle scorse settimane che abolire l’articolo 18 come il governo si propone di fare ritenendolo della massima importanza per il nostro prestigio a Bruxelles, non interessa invece né gli altri Stati dell’Unione né il Parlamento di Strasburgo né la Germania. Che l’articolo 18 esista oppure no è un fattore del tutto irrilevante per quanto riguarda la politica estera e il prestigio italiano in Europa. Così scrivevo ma mi rendo conto che sbagliavo. Ed infatti: “Ai sensi dell’articolo 30 della Carta dei diritti, ogni lavoratore e quindi anche quelli extracomunitari ha diritto alla tutela contro ogni licenziamento ingiustificato e incompatibile al diritto dell’Ue e alle legislazioni e prassi nazionali”. Pertanto dell’articolo 18 il governo e addirittura il Parlamento italiano non possono decidere alcun provvedimento perché la legislazione europea fa premio su quelle nazionali di ciascun Paese, sempre che ovviamente i Parlamenti nazionali abbiano approvato e ratificato le disposizioni europee, ciò che da tempo è ovunque avvenuto. È strano che neppure la Cgil e la Fiom, che portano avanti combattendo a mani nude la loro battaglia, ricordino l’articolo 30 della Carta europea; basterebbe invocarla per bloccare qualunque provvedimento nazionale in merito. Ed è altrettanto strano che neppure l’opposizione interna del Pd richiami quelle disposizioni di Bruxelles.”
In giornata, invece, Maurizio Landini della FIOM è stato da Lucia Annunziata e ha dichiarato:
“Su Renzi ho cambiato idea quando ho capito che lui scelse le politiche di Confindustria e di seguire quello che gli chiedeva l’Ue. Quando incontrai Renzi, parlammo di articolo 18. Lui mi disse che l’Europa premeva su di lui e io gli dissi che se avesse toccato l’articolo 18 avrebbe aperto la strada per un conflitto nel Paese.”
Come si spiega questa apparente contraddizione? L’Europa ci chiede o no di cambiare le norme di tutela dei diritti dei lavoratori? E non corre troppo Scalfari a cospargersi il capo di cenere?
Per capire meglio andiamo a leggere cosa dice l’articolo 30 della CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL’UNIONE EUROPEA.
Articolo 30
Tutela in caso di licenziamento ingiustificato.
Ogni lavoratore ha il diritto alla tutela contro ogni licenziamento ingiustificato, conformemente al diritto comunitario e alle legislazioni e prassi nazionali.
Dice proprio cosi: “legislazioni e prassi nazionali.” Perciò ogni paese è libero di regolare la materia secondo le proprie esigenze.
Allora è tutto chiaro: ci sono paesi dove le libertà democratiche sono più consolidate, dove il mercato del lavoro non è alterato da fenomeni di corruzione, padrinaggio politico, infiltrazioni di criminalità organizzata, e il malcostume del licenziamento discriminatorio non raggiunge la drammaticità che potrebbe raggiungere in Italia, specialmente in alcune zone. In quei fortunati paesi la legislazione nazionale può essere costituita da regole più snelle, e per i casi accertati di discriminazione prevedere solo un adeguato indennizzo al lavoratore. Forse i rappresentanti politici di quei paesi davvero premono sul nostro governo, perché vorrebbero che l’Italia avesse una legislazione identica alla loro.
Ma noi siamo in Italia, e abbiamo il discutibile privilegio di avere una classe politica italiana e una classe imprenditoriale anch’essa italiana, e perciò faremmo bene a non transigere sulla necessità di mantenere il reintegro nel posto di lavoro, a seguito di una sentenza del giudice.
L’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori è perfettamente in linea con le norme europee, e non c’è nessuna necessità di cambiarlo.
C’è anche una ragione istituzionale: la COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
comincia così:
ART.1.
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
Non sull’indennizzo.

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