Pubblicato da: scudieroJons | settembre 30, 2014

Quand le poète s’amuse avec sa muse

baudelaire

Tristezze della luna

Questa sera la luna sogna con più languore;
come una donna bella su cuscini svariati
che con la mano lieve e distratta accarezza
prima del sonno il dolce contorno dei suoi seni,
sopra il lucido dorso di valanghe di seta,
morente s’abbandona a lunghi smarrimenti,
e gira intanto gli occhi su visioni bianche
che nell’azzurro salgono, come sboccio di fiori.
Quando nel suo accidioso languore, qualche volta
lascia un’ascosa lacrima cadere sulla terra,
nemico del riposo, un pio poeta accoglie
nel cavo della mano quella pallida lacrima
iridescente al pari di un frammento d’opale,
e la cela agli sguardi del sole, nel suo cuore.

Charles Baudelaire

Pubblicato da: scudieroJons | settembre 29, 2014

Rimpianto

Pubblicato da: scudieroJons | settembre 26, 2014

Nostalgia

Pubblicato da: scudieroJons | settembre 25, 2014

Scacchi contro la guerra

 

Nel corso di una partita può essere sufficiente un solo piccolo errore per ritrovarsi in una posizione svantaggiosa. Come conseguenza di questo, il nostro re diventa il bersaglio di insistenti attacchi. In questi casi bisogna resistere, difendendosi ordinatamente e consumando progressivamente gli assalitori, in modo che l’impeto degli attacchi diminuisca. Ma una difesa solo passiva sarebbe destinata a sicura sconfitta. Perciò, quando le circostanze lo consentono, ogni mossa difensiva deve contenere anche un elemento orientato al contrattacco.  Alla fine il re avversario che pareva ben difeso, anzi inattaccabile, imparerà a sue spese che tutte le ore, (o le mosse) feriscono, l’ultima uccide.

Pubblicato da: scudieroJons | settembre 23, 2014

Esercizi di stile

Un ignoto disegnatore ha immaginato che 10 tra i più famosi disegnatori di fumetti si esercitassero a disegnare alla loro maniera i personaggi creati dagli altri artisti.  A fianco dei personaggi originali ci sono 9 diverse interpretazioni. Ne è nata una tavola sorprendente ed enigmatica.

Quello che segue è solo un estratto, limitato a 6 autori, della tavola completa.  La griglia è compilata solo in minima parte, con alcuni personaggi messi a titolo di esempio. Immedesimandoci in ciascun artista e tenendo presente il suo stile, proviamo a inserire  i rimanenti personaggi al posto giusto nella griglia.

trentaseifacceresto

 

La tavola completa sarà pubblicata tra 15 giorni.

Pubblicato da: scudieroJons | settembre 19, 2014

Se l’arcivescovo di Canterbury…

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L’arcivescovo di Canterbury, rispondendo alla domanda di uno dei fedeli presenti a una cerimonia religiosa, ha ammesso che anche lui, di tanto in tanto, viene assalito dai dubbi sull’esistenza di Dio. Come i vari commentatori ricordano, sono molti i personaggi illustri che durante la loro vita hanno avuto gli stessi dubbi, ma poi si sono rinsaldati nella fede. E’ un sistema efficace e anche poco costoso per  dire alla gente: “Non vi preoccupate se ogni tanto la vostra insopprimibile particella di ragione (o di buon senso) vi ricorda quello che tutti sanno: ci siamo passati tutti. Aspettate e vedrete che prima o poi vi passerà”. Se Justin Welby andasse a vedere cosa succede a Napoli a scadenza fissa,

http://video.repubblica.it/edizione/napoli/si-rinnova-il-miracolo-di-san-gennaro/177695/176431

tra mondanità, superstizione e trucchi da baraccone, i suoi dubbi diventerebbero certezze, perché se Dio esistesse avrebbe già strafulminati tutti quelli che fanno queste cose in Suo nome.
E se un giorno finalmente l’arcivescovo di Canterbury si convincesse che veramente Dio non esiste e si disarcivescanterburizzasse, vi disarcivescanterburizzereste anche voi?

AGGIORNAMENTO del 20/9/14.

Per fortuna a Napoli c’è anche qualcuno che non crede al miracolo, e lo dice.

Pubblicato da: scudieroJons | settembre 18, 2014

Prove di meritocrazia

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La professoressa Agnese, la più ascoltata consigliera del premier Matteorenzi in materia di insegnamento è anche la più entusiasta sostenitrice del Patto Educativo annunciato dal governo. La prof ci vuole dare una dimostrazione di come si può organizzare una scuola su basi meritocratiche, e ha iniziato una sperimentazione in corpore vili. Dovendo restare lontana da casa per molti giorni ha inserito in alcuni cassetti di una cassettiera alcune manciate di croccantini che occorrono per il sostentamento del first dog, il quale, se vuole mangiare la sua merenda, (lo dice la parola stessa) deve meritarsela, dimostrando di avere studiato. Ogni giorno Hashtag, così si chiama il cane, può aprire un solo cassetto, quello che risponde al numero indicato in forma di quesito nelle istruzioni. Se apre il cassetto giusto può mangiare i croccantini; se tenta di aprire il cassetto sbagliato ottiene solo il blocco di tutti i cassetti per 24 ore.

ISTRUZIONI:
1° g. Il numero di libri del Pentateuco.
2° g. Il numero atomico dell’elemento che ha come simbolo Cu.
3° g. Il numero di arti posseduti dall’ Argyroneta aquatica.
4° g. Il numero del canto dell’Inferno in cui Dante e Virgilio dialogano con Ulisse.
5° g. Il numero che nella smorfia napoletana rappresenta il monaco.
6° g. Il numero delle corde di un’arpa da concerto a pedali.
7° g. Il numero degli uomini nella canzone cantata dal cuoco dell’Hispaniola.

Riuscirà il piccolo Hashtag a guadagnarsi la merenda quotidiana?

Pubblicato da: scudieroJons | settembre 16, 2014

Legata a uno scoglio

Andromeda era figlia di Cefeo e di Cassiopea, sovrani d’Etiopia. Sua madre si vantò un giorno di essere più bella delle Nereidi, un gruppo di ninfe marine particolarmente seducenti. Queste, offese, chiesero a Poseidone, il dio del mare, di punire Cassiopea per la sua superbia. Poseidone mandò un terribile mostro a devastare il regno di Cefeo. Quando il re si rivolse all’Oracolo di Ammone per ottenere un rimedio, gli fu detto che per placare il mostro doveva sacrificare sua figlia, la vergine Andromeda.

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L’innocente fanciulla fu incatenata a una costa rocciosa per espiare le colpe della madre, che dalla riva guardava in preda al rimorso.


Perseo, che stava tornando in patria dopo aver ucciso Medusa, vide la drammatica scena e intervenne. L’eroe uccise il mostro, liberò Andromeda e la sposò.

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Pubblicato da: scudieroJons | settembre 15, 2014

Un’eroina sfortunata

imelda

Imelda de’ Lambertazzi è la protagonista di un melodramma di Gaetano Donizetti che narra la vicenda, molto simile a quella di Giulietta e Romeo, di due giovani bolognesi. I Lambertazzi, ghibellini, sono nemici dei guelfi Gieremei, al cui casato appartiene Bonifacio, il giovane innamorato e riamato da Imelda.

Infatti lo dice apertamente: Il mio cuore è d’Imelda.

Bonifacio si spinge fino a chiedere in sposa Imelda, per mettere fine alla faida tra le due famiglie, ma la reazione dei Lambertazzi è rabbiosa. Un fratello di Imelda le porta la falsa notizia della morte di Bonifacio per saggiarne la reazione. Imelda è sconvolta. Avendo avuta la conferma che essa è innamorata del nemico giura che lo ucciderà col suo pugnale. Durante un convegno tra i due giovani che progettano di fuggire insieme irrompe Lamberto che ferisce Bonifacio con un pugnale avvelenato. Imelda cerca disperatamente di salvare il suo amato succhiando il veleno dalla ferita, e anch’essa muore.

-

IMELDA:
Amarti, e nel martoro
fido serbarti il cor
è il barbaro ristoro,
che a me concede amor!
Pensando al tuo periglio,
palpita l’alma, e freme!
Mancar di vita insieme
dal cielo imploro ognor!
Ma il ciel non ode
i miei lamenti…
Ma il fato gode
de’ miei tormenti…
Del fato io provo
la crudeltà!
Qual cor sensibile
a tanto affanno
pietosa lagrima
niegar potrà?

-

IMELDA:
(fra i singulti di morte)
Padre!… son… rea… lo vedo!
Ma son tua figlia ancora!…
Almen… nell’ultim’ora…
non… mi… scacciar da te!…
(Muore).

LAMBERTO:
Al suo destin soccomba!
[Che bel fratello d'Imelda!]

TUTTI:
Qual gelo al cor mi piomba! Oh notte di terror!

Pubblicato da: scudieroJons | settembre 10, 2014

Autostrade sulla scacchiera

All’inizio di una partita di scacchi le forze in campo sono in perfetta parità e sono anche disposte in modo simmetrico; perciò l’unico modo per vincere, dando scacco matto o catturando i pezzi dell’avversario, è rompere la simmetria e concentrare le proprie forze su un punto, per costituire una maggioranza locale. Per raggiungere questo obbiettivo è necessario servirsi delle vie di comunicazione che si vengono a creare sulla scacchiera, che sono le colonne, cioè le file verticali, le traverse, quelle orizzontali, e le diagonali.

auto

Quando un giocatore decide di aprire una via di comunicazione per i propri pezzi,  si deve trasformare in un capo della lobby del cemento e dell’asfalto, sollecitando con tutti i mezzi la realizzazione delle opere. Quando invece è l’avversario a cercare strade per i propri pezzi ci si deve trasformare in uno di quei sindaci movimentisti ed ecologisti che difendono a spada tratta ogni zolla di terreno agricolo del loro comune, ritardando il più possibile con mille cavilli l’inizio dei lavori.

Nella partita che segue si può vedere come il bianco, dopo aver tentato invano di catturare un pedone sul lato sinistro, e dopo essere stato respinto, può velocemente attaccare sul lato destro usando la colonna e la diagonale libere per prendere possesso della settima traversa. E’ sempre abbastanza difficile spiegarsi perché un giocatore che un momento prima ha diligentemente rintuzzato un attacco in un settore della scacchiera, poco dopo dimostra una assoluta cecità per quello che si sta preparando sull’altro lato. Una spiegazione potrebbe essere questa: quando un pezzo avversario avanza siamo sempre più attenti a quelle che potranno essere le sue prossime mosse e più motivati a predisporre le contromisure. Invece quando un pezzo che stava attaccando si ritira è facile cadere preda dell’idea sbagliata che sia diventato inoffensivo almeno per un po’ di tempo. I problemi sorgono quando la ritirata è in realtà un diverso posizionamento. Il cavaliere che fugge scagliando frecce all’indietro: la micidiale arma dei Parti.

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